Torna Grillo e detta la linea: via Renzi e riprendiamoci Paese

ROMA. – Non era né “scomparso, né latitante” e dopo un periodo di silenzio, ha deciso di tornare alla carica con i mezzi a lui più congeniali: il video messaggio e il blog ufficiale del Movimento. Beppe Grillo torna così a calcare la scena della politica riportando i toni del dibattito sulle linee a lui più care: un attacco ‘tout court’ al premier Matteo Renzi, condito dall’evocazione di una querela sul botta e risposta di ieri sull’Iraq, e con una precisa destinazione finale: il voto e la sconfitta del ‘nemico numero uno’ fiorentino. Il post di Grillo, che prende spunto dal terreno di scontro del momento, l’Iraq e le posizioni in merito di Alessandro Di Battista, va però anche a chiudere perentoriamente l’era del dialogo che aveva segnato, dividendolo, il Movimento solo nel mese scorso. “Se tornassi indietro non solo non parlerei con lui, come ho fatto, dicendo che è una persona non coerente e non affidabile, come gli ho detto, ma direi che è un bugiardo, un falso e un ipocrita”, è il sipario calato da Grillo che, tornando sullo scontro via Twitter tra i 5S e Renzi ‘minaccia’ persino un’azione giudiziaria: “si permette anche di dire che noi abbiamo attinenze con il terrorismo: queste sono le schifezze del nostro ebetino, vedrò se ci sono gli estremi per chiedergli i danni in nome mio e degli italiani”. Del resto, che l’estate del dialogo fosse già finita lo si era capito dal post di ieri dal leader dei ‘trattativisti’, Luigi Di Maio, che non aveva esitato a definire Renzi “il compare del pregiudicato”, riaprendo tuttavia uno spiraglio in serata sul capitolo giustizia e usando toni ben più morbidi di quelli del blog: “siamo pronti a discutere ma vogliamo idee chiare, Renzi scelga noi o Berlusconi”. Ma i toni delle Europee, dalle parti dei 5S, sembrano ormai destinati a prevalere. Dalle pensioni alla giustizia (“la riforma con un condannato non è accettabile”), dagli 80 euro alla “truffa” della riforma del Senato, l’attacco di Grillo tocca tutti i punti della politica del “peggior governo di tutti”. Ma Grillo oggi gioca al rialzo. Renzi “non è stato eletto da nessuno: che vada alle politiche e che si faccia eleggere dal popolo italiano! Vorrei far capire a chi l’ha votato che non ha mantenuto nulla di quello che ha detto. Noi dobbiamo riprenderci il Paese. Dobbiamo andare a governare noi”, è il guanto di sfida lanciato dall’ex comico che, tornando a cavalcare la proposta del reddito di cittadinanza, quasi si lancia in un appello agli italiani: “dateci la possibilità di governare questo Paese. Mi vergogno a vivere in un Paese così”. Un ritorno alle origini, quindi, quello del M5S di fine estate. “Siamo rivoluzionari, siamo molto rivoluzionari, vogliamo essere onesti e prenderci il paese, con metodi democratici”, ribadisce Grillo, incassando il plauso dei ‘duri e puri’ del Movimento, a partire da Maurizio Santangelo che chiede, via Twitter, di “condividere ovunque” il tramonto della linea trattativista firmato dal leader di un Movimento che, con la riapertura del Parlamento, si avvia a presentarsi con un solo volto: quello dell’opposizione bellicosa e provocatoria che sembrava andata sfumare nei tavoli estivi con il Pd sulla legge elettorale. (di Michele Esposito/ANSA)