Quando la musica diventa foto

NEW YORK: La musica e la fotografia: sono queste le due grandi passioni di Adela Loconte, italo-venezuelana che da qualche anno vive a New York.

La musica scorre nelle sue vene da sempre, “Fin da piccola ho amato il ballo e la musica, mio zio che come me era ed è un appassionato di musica e nuove tecnologie, aveva una grande biblioteca musicale e ogni volta che comprava dischi per sé li comperava anche per me”.

L’amore per la fotografia, invece, le è entrato dentro poco a poco, quasi di soppiatto. “Ero abituata a fare foto a tutti ma non credevo che avrei dedicato la mia vita a questa professione.”

Lo capisce mentre frequenta un corso di fotografia nella scuola Imagomundi che svolge parallelamente agli studi universitari in Pubblicità. Sarà in quegli anni che prenderà coscienza della sua vera vocazione. Nulla la rende più felice dello scoprire il mondo con una macchina fotografica. Decide quindi, di proseguire su questo cammino ma da professionista. Parte per Londra per frequentare un master nella University Of The Arts London, perché, “quando si parla di fotografia Londra e New York sono le grandi capitali”.

Sceglie Londra anche perché lì potrà alimentare anche l’altra sua passione: quella per la musica.

Ma, finiti gli studi decide di trasferirsi a Barcellona. Il clima londinese, troppo grigio per chi, come lei, ama il sole, insieme all’ansia di nuove esperienze, sono la molla che la spingono ad affrontare un nuovo cambio. Trascorrerà in questa città una pausa di vita e lavoro molto produttiva. “Ho fatto tante cose al tempo stesso, come sempre – ride divertita – Ho lavorato come free lance facendo foto per alcune riviste, come assistente di fotografi, bravi soprattutto nell’area dei ritratti di moda, come produttore per il Sonar Music Festival. Un’esperienza molto interessante l’ho vissuta anche come producttore responsabile dell’ufficio “International Affaire” dei CMYK (Independent Magazine Culture Festival) che riuniva tutte le pubblicazioni culturali indipendenti. Abbiamo avuto invitati speciali del calibro dei proprietari di ID Magazine, Dazed & Confused, 032, Rosebud ecc.

Parallelamente copre come fotografo, per alcune riviste, i Festival di musica che si svolgono in quel periodo. Intanto cresce in lei il desiderio di un altro cambio. New York è la sua nuova meta. Lascia Barcellona e dopo una pausa in Venezuela, che trascorre con la famiglia, si sposta a New York.

Qui, nella capitale dell’arte, della musica, della creatività, gli stimoli per Adela si sono moltiplicati. Dedicata quasi esclusivamente alla fotografia di concerti musicali, lavora per varie riviste americane, inglesi e latinoamericane tra cui l’inglese NME Print Magazine, le nordamericane CMJ Online Magazine, CMJ Print Magazine, CMJ Music Marathon Festival, Brooklyn Vegan, ABC News, IMPOSE Magazine, NYC Taper, Spin Online, Rockaway Beach Club, Free Williamsburg, e le cilene Qué Pasa Magazine, UVA Magazine.

“Ho messo insieme la passione per la musica e quella per la fotografia. Dopo aver lavorato in studi fotografici di diverso tipo ho capito che quello che mi riusciva meglio, quello che amavo di più era fotografare musicisti e concerti”. Un lavoro arduo “perché gli imprevisti sono la norma, non è predisposto un set, non sempre i musicisti sono fotogenici e il tempo a tua disposizione è poco”. Adela ci spiega che ogni band, ogni musicista decide quanto tempo vuole concedere ai fotografi e questo può variare dai 60 secondi, ai pochi minuti, al concerto completo.

L’adrenalina scorre rapidamente nelle vene dei fotografi che sanno che devono essere capaci di rendere al massimo in quello spazio di tempo, a volte strettissimo, nel quale sono costretti. “All’inizio il nervosismo è forte – confessa Adela Loconte – ma, alla fine, quando ti accorgi che sei riuscita a scattare buone foto la soddisfazione è enorme.”

Adela che ama i Festival perché “c’è una bellissima energia, le persone sono allegre, corrono da un palcoscenico all’altro, è una festa collettiva” ricorda tra i momenti più belli della sua carriera quelli in cui ha fotografato Stevie Wonder “È stato a Central Park, durante un concerto a scopi umanitari. Ci ha concesso solo 60 secondi per le foto. Un minuto da cardiopalma ma indimenticabile”. Stessa sensazione nel concerto di The Black Keys nel famoso Roseland Ballroom ormai scomparso. In quell’occasione ai fotografi sono stati concessi 60 secondi durante due canzoni.

The Cure, Robert Plant (Cantante principale di Led Zeppelin) e “Depeche Mode” sono altri grandi che ha immortalato con la sua macchina fotografica. “Robert Plant ha permesso a pochi fotografi di seguire il suo show e la band Depeche Mode ha selezionato solo 25 fotografi tra gli ottanta presenti. Io ero tra quei venticinque”. L’emozione al ricordo di quei momenti è intatta e Adela si illumina tutta nel raccontare quei passaggi preziosi della sua carriera. Stessa allegria si riflette nei suoi occhi quando ci parla degli scatti fatti nei concerti di Yoko Ono, Blondie, Radiohead. Con entusiasmo parla del suo incontro con Susan Sarandon che, dietro le quinte, ha posato per lei, così come con Kim Gordon, cantante principale di Sonic Youth e Body/Head. Grande la soddisfazione ricevuta dal Direttore Nazionale di Radio, della casa discografica MUTE, conosciuto nel corso di uno show della banda svedese The Knife. In una mail che conserva gelosamente l’importante manager le diceva che le sue foto erano piaciute moltissimo sia a lui sia a tutti i membri della band.

Adela che ad ogni ricordo ci mostra una o più foto nel suo Ipad utilizzando la sua pagina web, il blog, Facebook e vari altri social media, con un sorriso che sembra espandersi in ogni cellula del suo corpo ci parla della più recente sorpresa: proprio quella mattina Sean Ono Lennon, figlio di John Lennon e Yoko Ono, ha segnalato con un “mi piace” una foto che lei aveva scattato durante lo show realizzato insieme a Beck e che poi aveva postato su Istagram.

Per la fotografa italo-venezuelana le soddisfazioni non derivano unicamente dall’incontro con i grandi ma anche da quelli con le band che ha incominciato a seguire fin dagli inizi e che poco a poco sono andate crescendo e sono diventate famose. Cita come esempio Warpaint e Sky Ferreira.

Adela Loconte non potrebbe più concepire la sua vita senza una macchina fotografica, i suoi scatti “fuori dal lavoro” riproducono scene di vita quotidiana, scorci di città, momenti particolari che vanno ad arricchire un suo personalissimo archivio fotografico. Oggi sente che è arrivato il momento di scegliere le migliori e organizzare un’esposizione. ( Mariza Bafile/Voce)

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