Mogherini a un passo dalla nomina a Lady Pesc

BRUXELLES. – Proprio quando Federica Mogherini sembra ormai a un passo dalla nomina ad Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza (Lady Pesc), due tra le più blasonate testate europee – il Financial Times e Le Monde – scrivono che la sua eventuale scelta da parte dei leader dei 28 sarebbe “deludente” se non addirittura “sbagliata”. Ed Elmar Brok, eurodeputato tedesco molto vicino alla cancelliera Angela Merkel, nonché presidente della commissione Esteri del Pe, pur non avanzando obiezioni appare prendere le distanze sottolineando che “è una decisione che spetta ai socialisti”. Intanto, in vista del vertice Ue di sabato che dovrà decidere anche il nome del successore di Herman Van Rompuy alla guida del Consiglio Europeo, per questo posto prende sempre più quota la candidatura del popolare Donald Tusk, attuale premier polacco. Un personaggio che potrebbe soddisfare le richieste di ‘riconoscimento’ avanzate dai Paesi dell’Est e bilanciare l’atteggiamento troppo filo-russo che alcuni imputano a Mogherini. Ma è su quest’ultima che oggi sono piovute le critiche del Financial Times. Che, in un editoriale, osserva come l’Europa, oggi più che mai, abbia bisogno di un capo della diplomazia “forte” che possa aiutare l’Ue ad acquisire un maggior peso sulla scena internazionale. Serve insomma, secondo il quotidiano finanziario della City, un “pezzo da novanta” e, in questa ottica, se la scelta dovesse cadere sull’attuale ministro degli Esteri italiano, sarebbe “deludente”. “In un momento di notevoli tensioni – scrive ancora l’Ft – l’Ue avrebbe potuto puntare su personaggi come lo svedese Carl Bildt o l’olandese Frans Timmermans”.  Secondo ‘Le Monde’, quella di Mogherini per Lady Pesc sarebbe addirittura “la scelta sbagliata”. Nell’editoriale di prima pagina, il giornale spiega che la sua candidatura “soddisfa comodamente diverse condizioni”, perché è donna, socialdemocratica e brava con le lingue straniere. “Tutte tranne una: l’esperienza – e l’aura personale che questa conferisce”. Verrebbero così soddisfatti, aggiunge ‘Le Monde’, quei Paesi che “non vogliono assolutamente un peso massimo politico o un diplomatico navigato” come Alto rappresentante, perché “questi profili rischierebbero di intralciare le loro ambizioni nazionali”.