Il 1959, anche allora i prezzi sotto la soglia dello zero, ma era l’Italia del boom

ROMA. – Non è solo tornare indietro, di oltre mezzo secolo: quel che è più difficile da digerire è scoprire cosa c’era allora, quando i prezzi viaggiavano, proprio come oggi, sotto la soglia zero. Il paragone tra il 2014 e il 1959 è un confronto tra una fase dominata dall’incertezza e la ‘bella epoque’ italiana. Ora siamo di fronte a una deflazione ‘cattiva’, il sintomo di un’economia che non tira e di una società paralizzata. Cinquantacinque anni fa, invece, la deflazione era ‘buona’, il risultato economico di una crescita dirompente, dove una concorrenza irrefrenabile portava ad aggiornare i prezzi al ribasso. E non è solo una questione di conti, ma anche di atteggiamenti, di umori: da una parte vince la rassegnazione dall’altra l’eccitazione. Alla fine degli anni Cinquanta c’era un Paese in fibrillazione, pronto al decollo, al miracolo economico (il Pil sfiorava aumenti del 7%) C’era anche tanta voglia di festeggiare. Oggi, invece, si combatte contro una recessione ‘recidiva’, che sta sfibrando il tessuto produttivo, colpendo soprattutto le nuove generazioni, emarginate dal mondo del lavoro e non solo. All’epoca si parlava del consumismo come di un nuovo fenomeno. Ai giorni nostri il problema è come riattivare una domanda piatta. Certo ora esiste un mondo di consumi fino a qualche decennio fa inimmaginabile, dai pc a internet, dagli smartphone ai tablet, fino ai voli low cost. In mezzo tanti cambiamenti sul piano politico internazionale, ma ce ne è uno che li riassume tutti, almeno in materia monetaria, il passaggio dalla lira all’euro, nel 2002. Sicuramente gli standard di vita sono di gran lunga migliorati, ci può essere anche un benessere maggiore e più diffuso, ma probabilmente mancano le scintille che fanno girare l’economia. Ecco allora qualche tratto che ci ricorda come eravamo: il festival di Sanremo lo vince Domenico Modugno con ‘Piove’, meglio conosciuta come ‘Ciao, ciao bambina’. A Venezia conquista il Leone d’oro ‘La Grande Guerra’, il capolavoro di Mario Monicelli, con protagonisti Albero Sordi e Vittorio Gassman. C’è fermento culturale e ‘Una vita violenta’ di Pier Paolo Pasolini ottiene importanti riconoscimenti letterari. Aldo Moro diventa il nuovo segretario della Dc. Intanto, gli elettrodomestici fanno il loro ingresso nelle case, come oggetti di culto e non solo funzionali, c’è la televisioni e il frigorifero. Allargando lo sguardo fuori confine, Fidel Castro prende il potere a Cuba, mentre i due grandi blocchi vanno alla conquista dello spazio. E ora qualche numero: in Italia nel 1959 le famiglie vivono con uno stipendio di circa 47 mila lire al mese, ma se il capofamiglia è impiegato a casa possono anche arrivarne 90 mila. Al bar una tazzina di caffè costa 50 lire, in edicola un quotidiano si porta via con 30 lire, mentre nei negozi il pane sta a 140 lire al chilo, e la pasta a 200 lire. La benzina viene 120 lire al litro. E per comprare la Fiat 600 servono 625 mila lire, la 500 è più economica: quando esce, nel 1957, costa 490 mila lire. Oggi per un espresso si pagano circa 80 centesimi di euro, per un giornale 1,40, per la benzina 1,80 al litro, per un chilo di pasta 1,60, mentre per la nuova 500 si parte dai 13 mila euro. Ciò a fronte di uno stipendio medio mensile netto fermo a 1.300 euro

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