Renzi annuncia summit Ue su crescita e Mogherini a Lady Pesc

BRUXELLES. – Federica Mogherini alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza (Lady Pesc), il popolare polacco Donald Tusk presidente permanente del Consiglio Europeo. Sono queste le nomine date per favorite per i ‘top job’ Ue che dovrebbero essere ufficializzate domani pomeriggio dal Consiglio Europeo. Un summit che discuterà della sempre più grave crisi in Ucraina, ma anche di una situazione economica che il premier Matteo Renzi ha definito “veramente preoccupante”, annunciando per il 6 ottobre un nuovo vertice straordinario ‘ad hoc’ sulla crescita. “La stagnazione in atto in Europa richiede una risposta forte e coraggiosa”, ha sottolineato Renzi. La nomina di Mogherini sarebbe praticamente blindata grazie al sostegno ricevuto dalla cancelliera tedesca Angela Merkel – di cui ha dato conto oggi il quotidiano Bildt – e quello francese assicurato da fonti dell’Eliseo. La nomina di Tusk – che può contare sull’appoggio di Merkel e dell’inglese David Cameron e che risponderebbe all’esigenza di dare un incarico di peso al gruppo dei Paesi dell’Est – sarebbe invece ancora insidiata dall’ipotesi Helle Thorning-Schmidt, la premier socialdemocratica danese. Una scelta, quest’ultima, che secondo alcuni ‘rumors’ potrebbe rimettere in discussione anche la nomina di Mogherini, sulla quale conta però Merkel, secondo la Bild, per stoppare, grazie all’appoggio dell’Italia, le aspirazioni del francese Pierre Moscovici alla carica di commissario per gli affari economici e monetari. “Ho grande stima per Moscovici e lo considero in grado di svolgere quel ruolo – ha detto Renzi interrogato in proposito -. Ma non tocca a me decidere”. Al di là delle indispensabili cautele della vigilia, il clima intorno alla candidatura della titolare della Farnesina per la successione a Catherine Ashton appare comunque nettamente più positivo rispetto allo scorso luglio. Tanto che il Consiglio europeo – che si riunirà in seduta ristretta e all’insegna della confidenzialità – affronterà il tema nomine come primo punto per poi dedicarsi a questioni più complesse come l’ipotesi di nuove sanzioni alla Russia per la crisi ucraina e le situazioni in Iraq, Siria, Libia e Gaza. Dal vertice ci si attende però anche un “segnale” sul fronte di una situazione economica europea sempre più difficile. Un tema che oggi è stato al centro di un colloquio telefonico tra il presidente permanente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, e Renzi nella veste di presidente di turno dell’Ue. I due hanno concordato di convocare una nuova riunione dei capi di Stato e di governo Ue per il sei ottobre prossimo. “La presidenza italiana organizzerà un vertice ‘ad hoc’ per discutere delle questioni riguardanti la crescita”, ha spiegato il presidente del Consiglio. Un’iniziativa che risponde anche alle sollecitazioni giunte dal presidente francese Francois Hollande. Ed in vista della quale è già stato deciso di inserire nelle conclusioni del summit un paragrafo in cui si chiede ai ministri delle Finanze di studiare nuovi interventi urgenti per rilanciare investimenti e crescita. Invertendo la tendenza che ha portato l’Ue – e in particolare l’Eurozona – a registrare un aumento del Pil totalmente insoddisfacente, un rischio deflazione crescente e una disoccupazione inaccettabile. “A chi mi chiede se l’Italia violerà il 3% rispondo ‘no’ “, ha spiegato stasera Renzi a Roma in merito alla richiesta di maggiore flessibilità in Ue. “La flessibilità già c’è” ma “vogliamo utilizzarla meglio, come hanno detto Pier Carlo Padoan e Mario Draghi”, ha aggiunto. Una volta sciolto il nodo delle due nomine per i ‘top-job’ Ue da parte dei leader dei 28, toccherà poi al presidente della prossima Commissione, Jean-Claude Juncker, procedere in tempi rapidi all’assegnazione dei portafogli ai nuovi commissari in modo da arrivare, possibilmente a inizio novembre, all’insediamento del nuovo esecutivo. Che dovrà comunque passare prima l’esame dell’Europarlamento. (di Enrico Tibuzzi/ANSA)

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