Festival di Venezia: Salvatores, in Italy in a day un’Italia ottimista più che rabbiosa

VENEZIA. – ”Ottimismo più che rabbia, c’è un senso di tenerezza, di dignità della vita, la voglia di avere un futuro e crederci”, dice all’ANSA Gabriele Salvatores parlando del film collettivo Italy in a day, realizzato montando materiali selezionati dagli oltre 44mila video arrivati da semplici cittadini che hanno risposto alla chiamata di Rai Cinema e Indiana Production di raccontare una loro giornata, il 26 ottobre 2013. ”Da Italy in a day viene fuori una fotografia dell’Italia di oggi, nella sua quotidianità, che colpisce e che vorrei che qualche politico vedesse per rendersi conto di come siamo, come stiamo andando, cosa pensiamo”, prosegue Salvatores che è atteso in sala a dicembre con Il ragazzo invisibile, di cui domani qui al Lido all’Excelsior saranno mostrati alcuni minuti concessi dalla Indigo quando il regista riceverà il premio Bianchi del Sindacato giornalisti cinematografici. ”Mi aspettavo da una parte di ricevere più cose trash, dall’altra che ci fosse più ribellione espressa, invece più di tutti emerge un desiderio di vita e di infinito”, racconta, felice di questa avventura che lo ha messo in contatto con una rete immensa di persone e lo ha spinto a più di una riflessione sul cinema e sul linguaggio. Il film, adattamento italiano di un analogo progetto realizzato da Ridley Scott, dopo l’anteprima veneziana, uscirà nelle sale come evento martedì 23 settembre con 01 e poi andrà in onda su Rai3 in prima serata sabato 27 settembre. ”Siamo bombardati da informazioni, da racconti su quello che di problematico accade nella vita, nella società che probabilmente quando ci viene chiesto di utilizzare una videocamera, come accaduto per questo progetto, non la rivolgi al mondo ma a te stesso”, spiega ipotizzando che sia per questo che la gente si è filmata nella sua vita sotto le lenzuola, abbracciata ad un gatto o un cane, a passaggio banalmente per strada, a zonzo in piazza il sabato sera. Scene usuali per chi frequenta You Tube o è in contatto con gli amici su Facebook o utilizza Skype. ”Ho rispettato le proporzioni dei materiali arrivati, in grandissima percentuale erano proprio quegli esempi li”, aggiunge ammettendo che questo progetto lo ha rafforzato proprio sull’importanza del montaggio come cuore del cinema. Non tutto in Italy in a day è leggero, soft, c’è un disoccupato di mezz’età che dichiara la sua grande solitudine e inutilità nella società, ci sono i minuti commoventi arrivati dall’Iraq del cardiochirurgo italiano Frigiola e del suo infermiere-angelo, c’è un testimone di giustizia di Palmi che appare non schermato a proclamare il suo diritto ad esistere e la sua voglia di rischiare con la vita per un altro futuro, ci sono i cittadini in piazza a Casal Di Principe, c’è l’astronauta Parmitano che di albe e tramonti in quel giorno dallo spazio ne vede moltissime. ”Non credo alla democrazia diretta o che il pubblico abbia sempre ragione – conclude Salvatores – ma con tutto il rispetto penso che il web sia una cosa ma il racconto della realtà un’altra”. Per cui da questo esempio di social movie, oggi Fuori Concorso, bisogna prendere il mood, ”il sentirsi sulla stessa barca, sentirsi parte di un viaggio comune, il voler esserci più che la ‘realta”. Non a caso non si vedono ricchi in Italy in a day, non perchè non esistano ma perchè non hanno voglia di ‘condividere’. (dell’inviata Alessandra Magliaro/ANSA)