Rapporto Ocse, raddoppiano i giovani senza lavoro

PARIGI  – Gli under 25 italiani sono sempre più spesso disoccupati, e tra quelli che lavorano oltre la metà ha un contratto precario, e meno di due terzi saranno ancora allo stesso posto tra 12 mesi. Secondo i dati dell’Employment outlook Ocse, in Italia la disoccupazione giovanile è raddoppiata tra il 2007 e il 2013, passando dal 20,3% al 40%, e ha continuato a crescere anche quest’anno, toccando quota 43,4% nel secondo trimestre.

Tra i giovani senza lavoro inoltre, sottolinea l’organizzazione, aumentano i cosiddetti Neet, ovvero quelli che oltre a non essere occupati non sono nemmeno a scuola o in formazione: a fine 2013 erano il 22,4%, 6,1 punti percentuali in più dall’inizio della crisi. Una categoria di persone per cui “cresce il rischio di stigma, cioè di subire un calo permanente delle prospettive di occupazione e remunerazione”.

La situazione non sembra però molto più rosea per chi un lavoro ce l’ha. Il 52,5% dei lavoratori dipendenti italiani under 25, dicono ancora i dati Ocse, ha un contratto atipico, e solo in pochi casi questa situazione è il “punto di partenza” per raggiungere una posizione migliore: l’80% di loro tre anni dopo sarà ancora bloccato nella “trappola” del precariato, oppure disoccupato o inattivo. Inoltre, il 36,3% dei posti di lavoro hanno una durata di un anno o meno, percentuale che sale al 40,2% per le giovani donne.

La riforma Fornero ha portato un miglioramento su questo fronte, e in particolare “ha ridotto la dipendenza” del mercato del lavoro dai contratti precari, “ma le imprese tendono ancora ad assumere lavoratori giovani e inesperti solo attraverso contratti a tempo determinato”. Più in generale, scrive l’organizzazione parigina, “L’anemico tasso di crescita in Italia implica che la disoccupazione resterà elevata per il resto dell’anno”: nel 2014, il tasso salirà al 12,9%, dal 12,6% del 2013, e solo nel 2015 dovrebbe iniziare a scendere, toccando quota 12,2%.

Resta inoltre molto elevata, al 56,9%, la quota di disoccupati che sono senza lavoro da un anno o più, cifra che sale al 61,5% per gli over 55. Nel nostro Paese, inoltre, “Il lavoro sembra essere caratterizzato da un basso livello di sicurezza, a causa dell’elevato rischio di disoccupazione e di un sistema di protezione sociale caratterizzato da un tasso di copertura piuttosto ridotto e da un contributo economico poco generoso”. Per questo, spiega a margine della presentazione dell’Outlook il direttore della divisione Lavoro e Affari sociali dell’Ocse, Stefano Scarpetta, L’Italia ha bisogno di “una riforma completa del mercato del lavoro”, che sostenga “le imprese che devono adattarsi ai cambiamenti tecnologici e di mercato, ma dia anche più sicurezza ai lavoratori che devono spostarsi da un lavoro all’altro”, e offra supporto adeguato ai disoccupati. Il ‘Jobs act’, conclude, deve quindi essere “approvato e reso operativo rapidamente”.