Iraq: Decine di civili rapiti da Isis nel Nord

Pubblicato il 04 settembre 2014 da redazione

BAGHDAD/BEIRUT. – Nel territorio dell’Iraq nella morsa dei jihadisti, una cinquantina di giovani di un villaggio del nord sono stati rapiti dai miliziani dello Stato islamico (Isis) per avere bruciato una bandiera nera del loro Califfato. Mentre i combattimenti più intensi si registrano intorno alla città di Tikrit, che le forze lealiste cercano di riconquistare ai jihadisti. Intanto fonti mediche hanno reso noto che 18 persone, tra le quali otto bambini, sono rimaste uccise da colpi di mortaio a Falluja, città 60 chilometri a ovest di Baghdad, che dal gennaio scorso è controllata dall’Isis ed è sottoposta regolarmente ai bombardamenti delle forze governative. Il rapimento di massa è avvenuto nel villaggio di Tal Ali, 60 chilometri a sud-ovest di Kirkuk, nel distretto di Hawijia. La regione è occupata dallo Stato islamico fin dal 10 giugno scorso, ma i jihadisti si erano ritirati momentaneamente. Poi sono tornati per vendicare l’affronto subito. Diverse centinaia di civili in totale sono stati finora rapiti dall’Isis da quando tre mesi fa lanciarono l’offensiva che li ha portati a impadronirsi di vaste regioni del nord dell’Iraq. Tra le persone sequestrate in questi mesi vi sarebbero anche tra 300 e 500 donne della minoranza degli Yazidi, secondo quanto denunciato dal governo di Baghdad e da esponenti di questa comunità. Una fonte dei servizi di sicurezza ha inoltre detto che una fossa comune con i cadaveri di 23 camionisti, apparentemente uccisi dai jihadisti con colpi di arma da fuoco al petto e alla testa, è stata trovata a Suleiman Beg, una cittadina di cui le forze lealiste hanno ripreso il controllo alcuni giorni fa insieme a quella vicina di Amerli, popolata da migliaia di membri della minoranza dei Turcomanni sciiti, rimasti per due mesi sotto l’assedio dello Stato islamico. Quattordici giovani, secondo l’agenzia irachena Nina, sono stati inoltre giustiziati a Mosul dopo essere stati condannati a morte da una Corte islamica dell’Isis per reati che non sono stati resi noti. Mentre il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rassmussen, afferma che l’Alleanza valuterebbe “seriamente” una richiesta di intervento da parte del governo di Baghdad, le forze lealiste cercano di farsi strada verso Tikrit, la città natale di Saddam Hussein caduta nelle mani dello Stato islamico in giugno. L’esercito, appoggiato da milizie sciite – invise alla popolazione sunnita locale – incontra però un’accanita resistenza dei jihadisti, che hanno tentato una controffensiva. Sette soldati sono stati uccisi e 17 feriti nell’esplosione di un’autobomba guidata da un kamikaze a Sumum, una località 40 chilometri a sud di Tikrit, in direzione di Samarra. Il ministero della Difesa ha infine affermato che due alti ufficiali delle milizie jihadiste sono stati uccisi in raid aerei su Mosul e su Tal Afar, 70 chilometri più a ovest. Si tratta di Abd al Sattar Ali e di Abu Alaa. (Alberto Zanconato/Ansa)

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