Gran Bretagna: Jihadisti in crisi, chiedono aiuto per rimpatrio

LONDRA. – Anche fra gli spietati e determinati jihadisti dell’Isis c’è chi non vuole più combattere. Sarebbero decine i cittadini britannici partiti alla volta della Siria che ora chiedono di tornare al Regno Unito e sperano nella clemenza delle autorità. E’ quanto si legge in prima pagina sul Times di Londra, secondo cui uno dei circa 30 militanti si è rivolto al Centro studi per il radicalismo e la violenza politica (Icsr) del King’s College di Londra per chiedere aiuto anche a nome dei propri compagni. Il gruppo di jihadisti pentiti teme di subire lunghe condanne al carcere una volta ritornati in patria ed è pronto a sottoporsi al programma contro il radicalismo islamico del governo di Londra e a forme di sorveglianza. Sarebbe la prima volta che jihadisti britannici in Siria e Iraq mostrano segni di crisi nel loro sostegno alle brutali milizie dell’Isis. Di recente il governo di Londra ha innalzato l’allerta terrorismo temendo il ritorno dei circa 500 volontari partiti per il Medio Oriente, di fronte al rischio che commettano atrocità nel Regno Unito. Il premier David Cameron si è anche impegnato a introdurre nuove misure per impedire a chi è andato a combattere all’estero di ritornare. Ed è proprio questo che temono i jihadisti pentiti, di essere banditi dal loro Paese e di non poter riabbracciare le loro famiglie. Ma perchè questi volontari sono delusi dall’Isis? Secondo il jihadista che si è rivolto al King’s College, molti di loro erano partiti col desiderio di combattere contro il regime siriano di Bashar al Assad e invece si ritrovano impegnati in un conflitto tra gruppi ribelli rivali. ”In questo momento siamo obbligati a combattere, che altre opzioni abbiamo?”, ha aggiunto.

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