Da riforme a Legge di stabilità, l’autunno caldo del Parlamento

ROMA. – La riforma elettorale e quella costituzionale del Senato riprendono l’iter parlamentare, dopo le sollecitazioni del presidente Giorgio Napolitano durante l’incontro di giovedì con il ministro Maria Elena Boschi. Intanto, si preannuncia un “autunno caldo” per le camere con una valanga di provvedimenti in arrivo, dal Jobs act alla legge di stabilità, fino al dl sblocca Italia e alla riforma della giustizia. La riforma costituzionale partirà giovedì 11 settembre in Commissione Affari Costituzionali della Camera, mentre il via all’Italicum lo darà un incontro, forse già martedì 9, tra la presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro, col ministro Boschi e il premier Matteo Renzi. L’obiettivo è procedere senza indugi e in un clima più sereno di quello con cui il Senato ha approvato la riforma costituzionale. Questi due aspetti, e cioè tempi ragionevoli di esame e un clima di confronto sereno, sono legati ai contenuti delle possibili modifiche da introdurre nei due testi. “In Senato – ha spiegato il vicepresidente dei senatori del Pd, Giorgio Tonini – c’è ottimismo sulla possibilità di un accordo sulle correzioni del testo approvato alla Camera”.  Sembra ormai condiviso dal Pd, dagli alleati (Ncd, Sc, Pi), e da Fi l’innalzamento dal 37% al 40% della soglia per ottenere il premio di maggioranza, sotto la quale scatterebbe il secondo turno. Napolitano avrebbe confortato anche l’idea di abbassare le soglie di sbarramento che l’Italicum ha molto alte: 12% per le coalizioni, 8% per i partiti non coalizzati e 4,5% per i partiti all’interno delle coalizioni. Il Capo dello Stato avrebbe osservato che in nessun Paese europeo le soglie sono così alte, per di più abbinate al premio di maggioranza; il rischio quindi è che si vari una legge incostituzionale. La trattativa riguarderà l’identificazione di un livello che accontenti sia i grandi (Pd e Fi) che i piccoli, i quali in più chiedono una soglia unica. Un problema non risolto alla Camera è cosa succede se in una coalizione nessun patito supera lo sbarramento, o altre situazioni particolari del genere. A questo si sta ancora lavorando sul piano tecnico e politico. Il vero nodo è la richiesta di introdurre le preferenze nei collegi plurinominali: escluso il fatto che una lista bloccata di una manciata di nomi sia incostituzionale, Ncd ne fa una questione di opportunità visto che il futuro Senato non sarà più elettivo. In ballo è ancora una mediazione su cui Berlusconi resiste: blocco del solo capolista e preferenze per gli altri. Certo è che nei pourparler di questi giorni con Boschi, Gaetano Quagliariello ha detto che Ncd arriva all’appuntamento “agguerrito”. Quanto alla riforma costituzionale, c’è già la data di inizio in Commissione. Giovedì 11 settembre i due relatori, il presidente della Commissione Francesco Paolo Sisto (Fi) e Emanuele Fiano (Pd), illustreranno il testo dando così l’inizio all’iter. Sisto ha parlato di “tempi ragionevoli” di esame, ma non ha voluto parlare di date. Sui contenuti si sta riflettendo sulle modalità di elezione del Presidente della Repubblica, che però è tema critico sin dall’approvazione del Mattarellum. Altro ostacolo è l’ingorgo di provvedimenti al Senato e alla Camera. In Senato ci sono il ddl Madia per la riforma della Pa e il Jobs act, e alla Camera arriverà ad ottobre la legge di Stabilità, mentre il decreto sulla Giustizia e lo Sblocca Italia devono essere assegnati, per non parlare di altri decreti minori e dei decreti legislativi di attuazione della delega fiscale. (di Giovanni Innamorati/ANSA)

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