La giornata politica: Il patto del tortellino

Pubblicato il 08 settembre 2014 da redazione

ROMA.- Il ”patto del tortellino” tra i leader socialisti europei aiuta Matteo Renzi a proiettare la sua immagine di innovatore sullo scenario continentale, ma deve fare i conti con un orizzonte economico che prosegue sul brutto stabile. Il patto, infatti, punta ad archiviare una volta per tutte la politica di austerity in tempi brevi, ma non è chiaro di quali grimaldelli possa giovarsi. Le borse del vecchio Continente infatti proseguono nella loro intonazione negativa a soli pochi giorni dall’ennesima manovra della Bce e il Fondo Monetario ha negato che in Europa ci sia austerity, gelando Roma e Parigi e invitando tutti a proseguire nella politica di tagli alla spesa. Il fatto è che le riforme più corpose del governo italiano sul fronte economico (Jobs Act, Pubblica amministrazione e giustizia) avranno bisogno di tempo per manifestare i propri effetti, sempre ammesso che giungano in porto, e se dunque bisognerà attenderne gli esiti per chiedere più flessibilità nella gestione dei conti pubblici la speranza di porre fine all’ austerity rischia di rivelarsi una pia illusione. Dietro questa situazione si intravede la fragilità della politica degli annunci che la sinistra interna rimprovera al Rottamatore. Stefano Fassina fa sapere che l’ingresso in segreteria della minoranza è tutt’altro che scontato proprio in forza di queste contraddizioni: se in sostanza, è il ragionamento dei bersaniani, bisogna attendere i risultati delle riforme per sbloccare la spesa pubblica, e intanto si deve continuare nella politica dei tagli (almeno 20 miliardi nel 2015), la sinistra del Pd non è disponibile a condividere la linea. Del resto è stato lo stesso ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan a diluire nel tempo le chance della ripresa italiana. Renzi per ora lavora con il commissario alla spending review Cottarelli ad individuare i settori nei quali trovare i risparmi necessari a fare quadrare i conti. I ritardi nell’arrivo al Quirinale di due decreti importanti come sblocca-Italia e giustizia la dicono lunga sulle difficoltà che sta incontrando l’esecutivo. Considerato che seguirà poi l’iter parlamentare e successivamente il cammino dei decreti attuativi, si può capire la difficoltà di un’operazione da cui dipende il giudizio di Bruxelles sulla credibilità degli impegni assunti dal nostro Paese. Il sottosegretario Gozi dice che il governo è pronto a confrontarsi con la nuova commissione Ue (che entrerà in carica a novembre) sulle nuove regole per un’interpretazione più elastica della flessibilità, ma l’impressione è che – come minimo – il tutto slitterà al 2015. Intanto va approvata una legge di stabilità con i vecchi criteri e ciò rende più fragili le promesse del premier-segretario. Anche perché il panorama politico interno non promette nulla di buono. Al di là della partita con la minoranza democratica, il presidente del Consiglio non può ignorare la battaglia in corso nel centrodestra. Gli alfaniani sono sempre alla ricerca di uno spazio che valorizzi il loro ruolo in maggioranza e allo stesso tempo non chiuda i canali di dialogo con Forza Italia. Fabrizio Cicchitto sostiene che un eventuale accordo con il Cavaliere per le regionali dovrà riguardare tutto il territorio nazionale e trovare un punto d’equilibrio nel rapporto con la Lega (che non manca mai di bombardare il Ncd). Allo stesso tempo procede il percorso di costruzione di un Ppe italiano tra Udc, Ncd e popolari nel quale non è chiaro quale possa essere la funzione futura dei berlusconiani. Uno scenario di grande frammentazione che non aiuta Renzi. L’incontro con Berlusconi potrebbe slittare a causa dell’uveite che ha colto nuovamente il leader azzurro, ma il vero problema è che se la crisi economica si dovesse approfondire, difficilmente Fi potrebbe continuare nella sua opposizione morbida. (di Pierfrancesco Frerè/Ansa)

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20:10Honduras: Hrw, forti indizi di frode alle presidenziali

(ANSA) - TEGUCIGALPA, 12 DIC - Esistono "forti indizi di frode" nelle elezioni presidenziali in Honduras dello scorso 26 novembre. "Vanno accertati per rispettare la volontà degli elettori": a dirlo è stato José Miguel Vivanco, responsabile per l'America Latina di Human Rights Watch (Hrw). In un comunicato, Hrw sottolinea che "diversi osservatori internazionali hanno informato di irregolarità nel processo elettorale, che hanno sollevato seri dubbi sulla legittimità delle elezioni". "Dopo che sono emersi questi dati sulla manipolazione dei risultati elettorali, sono iniziate le proteste, e le autorità hanno decretato lo stato di emergenza", prosegue la nota. Il Tribunale Supremo Elettorale (Tse) dell'Honduras non ha ancora proclamato il nuovo presidente del paese centroamericano, ma gli ultimi dati diffusi danno per vincitore il presidente uscente, Juan Orlando Hernandez, mentre lo sfidante dell'opposizione, Salvador Nasralla, ha detto di non riconoscere lo scrutinio ufficiale e di considerarsi eletto.

20:01Il Crocifisso affisso in Consiglio comunale a Genova

(ANSA) - GENOVA, 12 DIC - Per la prima volta il crocifisso è entrato ufficialmente nell'aula del Consiglio comunale di Genova a fianco del gonfalone del Comune, delle bandiere dell'Unione Europea, dell'Italia, della città di Genova e dell'Associazione nazionale Comuni italiani. E' stato affisso alle spalle dei banchi della Giunta nella prima seduta utile convocata oggi pomeriggio a Palazzo Tursi dopo che l'assemblea martedì scorso ha approvato una mozione presentata da Lega Nord, prima firmataria, FdI, Vince Genova e Direzione Italia, per l'introduzione del crocifisso nella sala consiliare.

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(ANSA) - NAPOLI, 12 DIC - Stavano effettuando dei lavori di manutenzione nel piano interrato di una casa quando si è aperta una voragine, di circa 6-7 metri, e due operai sono precipitati dentro. E' accaduto poco a fa a Napoli, in via Villari. Secondo i Vigili del Fuoco i due operai parlano e le loro condizioni non sembrerebbero gravi. In atto le operazioni di recupero; la voragine si è creata sotto uno sgabuzzino. Sul posto anche la Polizia municipale di Napoli.

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(ANSA) - ROMA, 12 DIC - "Questo Mondiale per club non è paragonabile all'anno scorso: c'è minore differenza di fuso orario. E poi, ci siamo allenati solo per due giorni, ma siamo ugualmente concentrati sulla partita di domani. Abbiamo studiato gli avversari, ma la cosa più importante è l'atteggiamento in campo". Così Zinedine Zidane, alla vigilia della semifinale del Mondiale per club che domani opporrà il 'suo' Real Madrid ai padroni di casa dell'Al-Jazira Abu Dhabi. Zidane ha dei dubbi di formazione, perché Bale e Varane non sono al top, Kroos e Modric influenzati. Nel Mondiale per club è previsto l'uso della Var che, per Zidane, "non cambierà nulla", nell'attesa che sbarchi nella Liga. "E' normale - dice il francese - che la tecnologia entri a far parte del calcio, è fatta per migliorare le cose". Il Real si presenta da campione del mondo in carica e, anche quest'anno, farà "il massimo per vincere, anche se non sarà facile", fa notare Zidane. "Intanto, però, si deve conquistare la finale", le parole del tecnico.

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