L’Italia di Conte è già vincente, parte bene Euro 2016

OSLO. – Dal caldo di Natal al fresco di Oslo le condizioni per il calcio italiano cambiano, e non solo sul piano climatico: il 24 giugno gli azzurri perdevano con l’Uruguay e toccavano uno dei punti piu’ bassi della loro storia, stasera battendo 2-0 a domicilio la Norvegia con gol di Zaza e Bonucci sembrano gia’ avere invertito la tendenza. Riscopre il piacevole sapore della vittoria in una gara ufficiale, la nazionale italiana che aveva fatto l’antipasto, sempre con un 2-0, nella partita molto amichevole con l’Olanda la settimana scorsa: e anche fatta la tara del modesto valore dell’avversario di oggi (ma da queste parti avevano vinto solo gli azzurri di Pozzo e quelli di Vicini, Sacchi e Lippi avevano sofferto assai) il fatto deve essere rimarcato. Anche perche’ questa pare essere da subito una squadra di Conte, vincente e ossessiva come il suo tecnico. Impostata con un giro palla intelligente, mai in calo di concentrazione: e sicuramente impreziosita, rispetto alla triste avventura del mondiale brasiliano, dalle presenze di Giaccherini e Zaza oltre che dall’inaspettato ruolo di leader in campo assegnato dal ct a Bonucci. Il risultato di tutto cio’ e’ che l’Italia e’ in testa al girone di qualificazione europea, sebbene a pari punti con Croazia (che pero’ a vinto in casa contro Malta)e Bulgaria (2-1 in Azerbaigian). Viste le premesse estive, crisi federale compresa, non era scontato. Conte ha scelto in avvio di replicare in pratica la formazione vittoriosa in amichevole con l’Olanda, con l’innesto di Florenzi al posto dello squalificato Marchisio e il rientro del titolare Buffon in porta. Trio difensivo formato da Ranocchia-Bonucci-Astori, a centrocampo De Rossi metronomo a dettare i tempi delle incursioni di Florenzi e Giaccherini ai suoi fianchi e di Darmian e De Sciglio sulle fasce laterali. In avanti gli attesissimi Immobile e Zaza, dirompenti giovedi’ scorso a Bari. Il ct norvegese Hoegmo rispondeva con un prudente 4-5-1, con King unica punta. Pressavano molto, i padroni di casa: e sicuramente piu’ dell’arrendevole Olanda di Bari. Lo scopo evidente era quello di mettere in difficolta’ Bonucci, abituato a fare da quarterback nelle squadre di Conte con le sue sventagliate in avanti. Agiva da vero e proprio regista arretrato, lo juventino: lanci a destra e sinistra, dove trovava puntuali i compagni per sviluppare la manovra. Cosi’ l’Italia faceva la prova generale del gol gia’ al 3′ (Bonucci lungo per Darmian che al volo metteva al centro, Immobile e Zaza non sfruttavano per un pelo). Rete del vantaggio che poi trovava poco dopo, al 16′: Bonucci innescava De Sciglio sulla sinistra, tocco in mezzo sul quale facevano velo sia Giaccherini sia Immobile: sulla palla si buttava Zaza, che batteva Nyland con un sinistro deviato da Nortdveit. La reazione della Novegia regalava una lunga fase di possesso palla e solo un paio di brividi: una girata d King, fuori di poco al 20′, e una mischia gigante in area azzurra al 27′. Ma in realta’ a rendersi pericolosa era ancora l’Italia: a 31′ con una gran botta di Giaccherini, autentico uomo ovunque, respinta con fatica dal portiere (e Immobile falliva il tap in). E in chiusura di tempo con un contropiede che portava gli azzurri in superiorita’ numerica davanti alla porta avversaria, vanificato pero’ da un passaggio impreciso di De Sciglio e da un conseguente tiro affrettato di Giaccherini. Nella ripresa, dopo lunghe fasi di confusa offensiva norvegese, Conte sostituiva Darmian con Pasqual, invertendo le fasce di competenza con De Sciglio: e alla prima palla giocata l’esterno della Fiorentina da sinistra confezionava un cross al bacio per Bonucci, bravo a celebrare la propria grande estazione con una schiacciata di testa vincente. Il gol del addoppio azzurro chiudeva di fatto la gara: ci provava con un sinistro rugbystico (palla altissima) Elyounoussi. L’arbitro ritardava la sostituzione di Zaza con Poli al 32′ e l’attaccante per poco non si prendeva lo sfizio di andare a segnare un altro gol in contropiede (traversa piena, con il successivo colpo di testa di Florenzi neutralizzata dal portiere) e poi costringendo qualche minuto dopo un difensore al salvataggio disperato. Cosi’ Conte ci ripensava e al posto di Zaza inseriva Destro, poco dopo Poli rilevava Florenzi mentre Immobile lasciava il campo in barella per infortunio, unica nota stonata della giornata. (dell’inviato Piercarlo Presutti/ANSA)