Zaza: la storia di un bomber che viene dalla strada

Pubblicato il 10 settembre 2014 da redazione

METAPONTO DI BERNALDA (MATERA). – “Simone ha imparato a giocare in strada, nei campetti dei nostri villaggi turistici”. A Metaponto di Bernalda (Matera), costa jonica della Basilicata, Antonio Zaza ne gestisce quattro e oggi il suo telefono squilla di continuo. “Non ci sono abituato”, ammette papà Zaza, “ma va bene cosi, perché Simone, un ragazzo umile e testardo, come lo sono i lucani, ha fatto tanta gavetta e ora se lo merita”.  Oggi, per la famiglia Zaza, non è un giorno come gli altri. Perché ieri sera, alla sua seconda presenza in nazionale, Simone ha segnato il suo primo gol con gli azzurri. Ma soprattutto, con una prestazione da 8 in pagella, ha dimostrato di essere un giocatore di calibro internazionale. E lo ha fatto con giocate di alta scuola e con la sfacciataggine tipica di chi ha imparato a giocare in strada e di chi, fin da quando giocava con quelli più grandi di lui nei campetti di Metaponto, ha dovuto dimostrare di essere all’altezza. Quella di Simone è anche la storia di un ragazzo del Sud che, poco più che bambino, a 13 anni, decide di lasciare la sua terra per andare a giocare nell’Atalanta. “Mia moglie – racconta Antonio Zaza – è stata con lui a Bergamo per quattro anni, più uno a Genova quando era nella Sampdoria. Io ho fatto il pendolare”. Anni di sacrifici, segnati anche da difficili rapporti con alcuni allenatori, ma poi ricompensati dalla serie A e ora addirittura da un ruolo da protagonista in nazionale.  “Ieri ho visto la partita contro la Norvegia con mia moglie e solo pochi amici fidati: è stata una gioia indescrivibile, ma in realtà solo stamattina leggendo i giornali ho capito davvero quello che è successo. Simone, però, resta sempre lo stesso ragazzo umile, legatissimo alla sua terra, alle sue radici e alla sua famiglia. E’ uno – sottolinea il padre – che non pensa ai soldi, vuole solo giocare a calcio e raggiungere altri importanti obiettivi”. La prossima tappa è domenica, a San Siro, dove con il suo Sassuolo sfiderà l’Inter. E, a meno di cambi dell’ultimo minuto, lo farà con il “look alla Zaza”: testa rasata e barba lunga. Un look che gli ha fatto “meritare” i rimproveri di mamma Caterina. “Invece a me piace – interviene sorridendo papà Antonio – e quindi Simone si trova in mezzo tra me e sua madre. Sicuramente meglio della cresta, ma sono cose da ragazzi”.

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