Renzi, i ministri tornino alla loro scuola

ROMA. – Nel giorno del via libera formale a oltre 30 mila assunzioni nella scuola, Matteo Renzi ha chiesto a tutti i ministri di andare, per l’inizio dell’anno scolastico, nella scuola dove hanno studiato. Il presidente del consiglio sarà invece a Palermo, nell’istituto intitolato a Peppino Impastato. Il consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione, Marianna Madia, e del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha autorizzato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ad assumere a tempo indeterminato, su posti vacanti e disponibili, 15.439 insegnanti e 4.599 ausiliari, tecnici e amministrativi. Il contingente comprende le unità di personale interessato alla procedura di statalizzazione dell’Istituto tecnico “Aldini Valeriani Siriani” di Bologna e del liceo linguistico “A. Lincoln” di Enna. Analoga autorizzazione è stata data per l’assunzione di 13.342 docenti da destinare al sostegno di alunni con disabilità e 620 dirigenti scolastici. Un passaggio, quello di oggi a Palazzo Chigi, che, di fatto, ufficializza procedure già in atto. Il pacchetto di assunzioni previsto per l’anno scolastico 2014-2015 era stato confermato da viale Trastevere ai sindacati alla fine di luglio specificando anche che alla scuola dell’infanzia sono riservati 2.341 posti, 3.630 alla primaria, 4.999 alla secondaria di primo grado, 4.255 alla secondarie di secondo grado (posti a cui aggiungere i 13.342 in totale sul sostegno). “Quello dei precari – ha detto in serata il ministro Giannini a Verona – è un nodo che ha vent’anni di storia, noi tiriamo una riga e ripartiamo da lì”. Sui fondi e le risorse necessarie per mettere in ruolo come annunciato tutti gli insegnanti precari, il ministro Giannini ha assicurato che “la legge di stabilità sarà il banco di prova. Direi proprio che sarà una svolta epocale” ha concluso. “Ben vengano queste assunzioni, ma sono soltanto la ratifica di quanto già in atto” ha commentato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima ricordando che il numero di “ingressi” autorizzato copre comunque solo per il 65% quello dei posti vacanti. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader della Uil scuola, Massimo Di Menna. “E’ un atto dovuto del Consiglio dei ministri arrivato in ritardo. Le nomine formalizzate oggi, infatti – ha sottolineato – riguardano persone che hanno già avuto il contratto e stanno già lavorando. E’ la procedura che fa sì che il Consiglio dei ministri produca un atto autorizzativo, di fatto, a nomine già predisposte. In ogni caso – aggiunge il sindacalista – rimangono ancora 10 mila posti da coprire, già quest’anno, in organico di diritto, per i quali si sta procedendo con supplenti, mantenendo contratti reiterati. Questa è una situazione che deve essere sanata”. “Quello di oggi era un passaggio dovuto, Il consiglio dei ministri ha solo adempiuto a un atto formale” conferma il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, facendo notare che i posti in questione sono relativi al solo turn-over.