Lavorare meno lavorare tutti: al via i contratti di solidarietà

ROMA. – Più contratti di solidarietà, non solo per evitare i licenziamenti ma per incrementare l’occupazione: con la riduzione stabile dell’orario di lavoro e della retribuzione del personale e contestualmente l’aumento di organico, l’assunzione cioè di nuovi lavoratori. In una relazione che richiama alla mente il vecchio slogan ‘lavorare meno, lavorare tutti’. La novità arriva dal Jobs act: in commissione Lavoro del Senato è stato infatti approvato un emendamento del governo che ridisegna l’ambito di applicazione e le regole, semplificandole, del contratto di solidarietà, per favorirlo e potenziarlo. Oggi esiste già, oltre alla cosiddetta solidarietà ‘difensiva’ utilizzata nei casi di crisi aziendale, quella invece cosiddetta ‘espansiva’ ma che nell’attuale configurazione – nelle considerazioni dell’esecutivo stesso – presenta dei “limiti” che la rendono “poco appetibile e che, invece, viene considerata uno strumento potenzialmente utile al fine di incrementare l’occupazione”. Inoltre, viene ampliata la platea delle imprese che possono accedervi. In sostanza, si allargano le maglie dei contratti di solidarietà. E il modello o quantomeno l’esempio si può ritrovare in Germania, dove le ore mediamente lavorate dal singolo sono nettamente inferiori a quelle lavorate in Italia: in linea teorica, mantenendo intatto il numero delle ore lavorate in totale ma riducendo le ore lavorate dal singolo, l’occupazione sale. Un’altra novità riguarda l’arrivo delle ferie solidali: il collega potrà cedere i giorni di riposo in più (eccedenti il numero previsto dal contratto nazionale) al collega – mamma o papà – che ha un figlio minore che “necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute”. L’ok all’emendamento è stato unanime. Via libera anche al contratto di ricollocazione, già in fase di sperimentazione per gli esuberi Alitalia da parte della regione Lazio, con l’obiettivo di renderlo strutturale (garantendo l’effettivo reinserimento). Buone notizie anche sul capitolo dimissioni in bianco: la stretta approda infatti nel Jobs act con l’ok all’emendamento che punta a prevedere modalità semplificate per garantire “data certa e autenticità” della scelta (molto spesso di una lavoratrice mamma) nel dimettersi. Slitta, invece, ancora di qualche giorno la discussione dell’articolo 4 della delega che riguarda il contratto a tutele crescenti (e quindi l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori), che sarà all’esame della commissione Lavoro del Senato la prossima settimana (da martedì), in attesa del confronto della maggioranza e del governo (che non è escluso possa tenersi anche nel fine settimana). L’obiettivo è “arrivare ad una posizione solida nella maggioranza per la prossima settimana”, ha spiegato il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, al termine della seduta in commissione. Dopo l’approvazione di emendamenti “significativi”, ha commentato il presidente della commissione Lavoro del Senato e relatore del Jobs act, Maurizio Sacconi, “ci attende la riforma dello Statuto dei lavoratori”.  (di Barbara Marchegiani/ANSA)

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