Renzi stringe i tempi. Martedì il “Mille giorni” alle Camere

Pubblicato il 14 settembre 2014 da redazione

ROMA. – Potrebbe essere domani il giorno “X” per tracciare una linea chiara e “collegiale” sul capitolo Spending Review. Dossier sul quale, mentre in queste ore sono in arrivo le “due diligence” inviate dai ministeri sui tagli da effettuare, il premier Matteo Renzi domani, dopo aver fatto tappa nella scuola di don Puglisi a Palermo, farà una sintesi. Il premier sceglie, intanto, di passare la domenica in famiglia, lavorando, tra l’altro, all’intervento che farà martedì alle Camere, quando porterà ad una platea dimostratasi non sempre “amica” il cronoprogramma dei Mille giorni. Sarà insomma un inizio settimana chiave per i tanti dossier sul tavolo di Palazzo Chigi dove, nel frattempo, prende corpo la squadra di economisti che affiancherà il premier nella non facile missione di far quadrare i conti e riportare, al tempo stesso, il Paese su una via della ripresa non ancora imboccata. Oltre Yoram Gutgeld, Marco Fortis, Tommaso Nannicini e Carlotta De Franceschi, che hanno già iniziato a lavorare con Renzi, sono infatti in arrivo nuovi esperti. Dato per certo, quello dell’economista Veronica De Romanis, probabile anche l’insediamento di Luigi Marattin, mentre Riccardo Luna sarà il nuovo Digital Champion (e si occuperà quindi di economia digitale). Possibile, infine, anche l’arrivo del “bocconiano” Roberto Perotti, tra i principali esperti di quella Spending Review della quale, proprio il mese prossimo, smetterà di occuparsi “Mister-Forbici”, Carlo Cottarelli. La formazione del team va ad inserirsi nel periodo più “caldo”, dal punto di vista economico, per il governo. Renzi nelle prossime ore esaminerà le indicazioni, giunte dai ministeri con il portafoglio, su tagli che, nelle intenzioni, dovrebbero essere quantificati in un 3% per ciascun dicastero ma che, come ribadito più volte da Renzi, non saranno “lineari”. Le polemiche, tuttavia, non accennano a placarsi. Oggi sono stati i governatori leghisti di Veneto e Lombardia, Luca Zaia e Roberto Maroni ad andare all’attacco minacciando uno sciopero fiscale delle due regioni contro i tagli alla Sanità. E quello della Salute resta comunque il nodo più spinoso per arrivare a quel tesoretto di 20 miliardi che Renzi ritiene indispensabile per una legge di stabilità che non sia depressiva e con la quale il premier vorrebbe anzi dare un’ulteriore sforbiciata alle tasse, allargando la platea degli ‘aventi diritto’ agli 80 euro. Renzi, comunque, è più che mai deciso ad andare avanti. Lo ha ribadito ieri, alla Fiera del Levante e lo ribadirà martedì, prima alla Camera e poi al Senato, quando illustrerà il cronoprogramma dei Mille giorni. Il premier, oggi a Pontassieve, ha già cominciato a ragionare sul suo intervento con il quale darà un ulteriore sprint al pacchetto di riforme fermo alle Camere. Da quella della legge elettorale e del bicameralismo, sulle quali il premier intende dare un’accelerata definitiva nelle prossime settimane, al Job Act, che l’ex sindaco di Firenze vorrebbe chiudere prima dell’approdo della legge di stabilità a Montecitorio. E martedì, intanto, sarà un giorno delicato anche in chiave partito, chiamato a organizzare una nuova segreteria in un contesto che vede la minoranza Dem da giorni in trincea. E forse non aiuteranno le parole del tesoriere Francesco Bonifazi che, in tema di spending, non ha risparmiato un stoccata alla segretaria targata Bersani: “Costava un milione di euro l’anno”.  (Di Michele Esposito/ANSA)

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