Ebola: arriva il piano di Obama, in campo anche l’esercito

WASHINGTON. – Offensiva Obama contro l’epidemia di ebola in Africa Occidentale. Il presidente Usa e’ pronto a coinvolgere l’esercito e a chiedere al Congresso altri 88 milioni di dollari che porterebbero il contributo americano a 250 milioni. Obiettivo: combattere in Africa occidentale la diffusione del virus che rischia di minacciare anche l’Occidente. Non a caso l’Onu ha annunciato di aver convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza che si terra’ giovedi’ al Palazzo di Vetro di New York, e alla quale prenderanno parte anche i delegati dei Paesi africani colpiti dal virus. Sul fronte dell’intervento Usa, secondo indiscrezioni del Wall Street Journal, Obama rivelera’ i dettagli del suo piano domani ad Atlanta, durante la visita al Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), la massima autorita’ in campo sanitario in America. Tra le altre misure previste: la creazione di un numero maggiore di ospedali da campo, l’invio di ulteriori forniture mediche e corsi di formazione per gli operatori sanitari in Liberia e in altri Paesi africani. “Abbiamo già fatto molto per fermare l’epidemia, ma è ancora insufficiente”, ha detto Lisa Monaco, responsabile dell’antiterrorismo alla Casa Bianca e una delle più strette collaboratrici del presidente sul fronte della sicurezza nazionale. La strategia prevede anche un coinvolgimento dalle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’Organizzazione mondiale della Sanita’ (Oms). A questo proposito, il presidente Usa vuole approfittare del raduno dei leader mondiali all’assemblea generale dell’Onu, che si terra’ a New York la prossima settimana, per chiedere un impegno di fondi, materiali e operatori sanitari nella lotta al virus. In base all’ultimo aggiornamento del 12 settembre, l’epidemia di ebola ha colpito 4,784 persone, di cui 2,400 sono morte, un aumento rispetto ai 3.707 casi e ai 1.848 decessi segnalati il 31 agosto scorso. Tuttavia, secondo l’Oms, il numero e’ probabilmente piu’ alto.  Le preoccupazioni della Casa Bianca sono aumentate nelle ultime due settimane dopo che gli esperti di malattie infettive e della sanita’ pubblica hanno avvertito che la risposta globale e’ inadeguata per far fronte a una epidemia che e’ ormai fuori controllo e che minaccia non solo l’Africa, ma anche gli Usa e altri Paesi. Obama ha quindi dato disposizioni per una azione piu’ diretta, dopo che il direttore del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, Tom Frieden, lo ha aggiornato sul viaggio compiuto in Africa occidentale il 2 settembre. Il medico ha visto decine di pazienti sdraiati sui pavimenti per la mancanza di posti letto nel centro di cura del virus. “Non potevo non riferire la necessita’ di una risposta urgente”, ha detto. Una delle preoccupazioni maggiori e’ che il virus possa mutare in modo da diventare ancora piu’ pericoloso. E, secondo i virologi, quanto piu’ il virus si diffonde da un essere umano all’altro, piu’ crescono le possibilita’ che possa mutare, anche se non tutti gli scienziati sono d’accordo. L’esercito Usa ha gia’ inviato 8 esperti nella regione colpita dall’epidemia, tra cui specialisti e medici, e ha fatto sapere che organizzera’ un ospedale da campo con 25 posti letto in Liberia, ma non e’ escluso che l’impegno militare Usa in Africa occidentale possa essere esteso. (di Gaetana D’Amico/ANSA)

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