India e Cina, partner per rilanciare la Via della Seta

NEW DELHI. – Cina e India, le due potenze economiche emergenti dove vive un terzo dell’umanità, si tendono la mano per unire i loro giganteschi mercati in una nuova “Via della Seta” e anche per risolvere le vecchie dispute sui confini himalayani che ancora oggi creano forti tensioni militari. Il presidente cinese Xi Jinping, accompagnato dalla moglie Peng Liyuan, ha iniziato una visita di tre giorni scegliendo come prima tappa il Gujarat dove è stato accolto con tutti gli onori dal premier indiano Narendra Modi, in veste di padrone di casa, visto che prima di salire al potere nel maggio scorso è stato alla guida dello stato nord occidentale per oltre dieci anni. Le aspettative di questa missione, che giunge a otto anni da quella dell’allora presidente Hu Jintao, sono concentrate in particolare sul lato degli investimenti pubblici e privati. Con circa tremila miliardi di dollari di riserve in valuta estera, Pechino ha le tasche gonfie di denaro che potrebbe essere speso nella costruzione delle infrastrutture di cui l’India ha bisogno nei prossimi anni per sviluppare la sua industria e eliminare la piaga della povertà. Si prevede che durante la visita di Xi, saranno firmati accordi bilaterali per decine di miliardi di dollari in parchi industriali, città ‘intelligenti’, treni ad alta velocità e nella bonifica dei fiumi, tra cui il Gange. A poche ore dall’arrivo del leader ad Ahmedabad, la principale città del Gujarat, sono già state siglate tre intese, tra cui un gemellaggio con Guangzhou. Oltre 20 contratti di aziende cinesi e indiane per un valore di 3,4 miliardi di dollari sono stati conclusi a New Delhi nel corso di un summit economico. Grazie a un interscambio di 65 miliardi di dollari, la Cina è diventata nel 2011 il primo partner commerciale superando l’Unione Europea e l’obiettivo è arrivare presto al traguardo dei 100 miliardi, nonostante il rallentamento del pil indiano sceso al di sotto del 5%. In un articolo su The Hindu , Xi rilanciava le relazioni tra i due giganti asiatici definendoli come “la fabbrica del mondo” e il “back-office del mondo”, riferendosi alla capacità manifatturiera della Cina e a quella di gestione informatica dell’India. Tuttavia, mentre sul piano economico prevale un approccio pragmatico, su quello politico Pechino e New Delhi continuano a guardarsi con diffidenza. La visita di Xi, che proseguirà nella capitale dopo la cena sulle rive del fiume Sabarmati di Ahmedabad offerta da Modi, è stata preceduta da una serie di incursioni cinesi in territorio indiano nella remota regione a maggioranza buddista del Ladakh. L’India, che nel 1962 ha combattuto una mini guerra con i cinesi sui confini tuttora non delimitati, ospita inoltre il governo tibetano in esilio e il suo leader spirituale, il Dalai Lama. E proprio a New Delhi la polizia ha arrestato una decina di dimostranti tibetani davanti all’ambasciata della Cina, che gridavano slogan contro il presidente Xi. Intanto le autorità indiane hanno dispiegato un massiccio cordone di protezione lungo il percorso della delegazione cinese che toccherà almeno dieci località della capitale a partire dal mausoleo del Mahatma Gandhi.(Maria Grazia Coggiola/Ansa)

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