La Roma festeggia il ritorno in Champions, 5 gol al Cska

ROMA. – Sembrava quasi di essere al ‘Minerao’, invece era l’Olimpico. Se non è finita anche stavolta 7-1, poco c’è mancato, con Totti e compagni nei panni della Germania e il Cska in quelli, scomodissimi, dei brasiliani. Il ritorno della Roma nell’Europa che conta dopo tre anni e mezzo, e nel trentennale della sconfitta più dolorosa della sua storia, quando contro il Liverpool fu campione nello stadio di casa solo per i 55 secondi trascorsi dal rigore di Di Bartolomei a quello di Neal, non poteva essere più fragoroso. Contro un Cska Mosca inesistente sul campo, ‘groggy’ come un pugile in balia dell’avversario e arcigno e pericoloso solo per via delle grinte di certi suoi tifosi (due dei quali sono stati però feriti in zona ponte Duca d’Aosta), non c’è mai stata partita ed è finita con una cinquina. La squadra giallorossa ha segnato 4 gol in 31 minuti (impresa finora mai riuscitale sulla ribalta continentale) e ha chiuso subito il conto, facilitata anche dalla scarsa vena che il portiere russo Akinfeev aveva già evidenziato nel Mondiale brasiliano e che ha caratterizzato la sua prova anche questa sera (esemplare il goffo tentativo di intervento sul tiro di Maicon che alla Roma ha fruttato il 3-0). Akinfeev avrebbe potuto peggiorare le cose quando si è fatto passare sotto le gambe un tiro di Pjanic nella ripresa, ma per sua fortuna la difesa dell’ex Armata Rossa è riuscita a rimediare spedendo in corner. Con un Nainggolan formato super, un Maicon che ha ripetuto la bella prestazione contro l’Empoli e un Keita maestro del centrocampo, dove è riuscito a non far sentire l’assenza dello squalificato De Rossi, spettatore in tribuna al pari dei ct Fabio Capello (Russia) e Claudio Ranieri (Grecia), la squadra di casa ha immediatamente stritolato l’avversaria venuta da Mosca, dotata di una difesa che ha cominciato a sbagliare fin dai primi minuti, come quando, al 6′, ha sbagliato la tattica del fuorigioco consentendo a Iturbe di involarsi sul passaggio di Gervinho e di battere a rete per l’1-0. Quattro minuti dopo il n.7 (costretto a uscire al 25′ per problemi all’inguine) ha ripagato il favore fornendo al compagno ivoriano il cross per il 2-0, segnato dopo che il 27 dei giallorossi ha elegantemente evitato il neo-nazionale brasiliano Mario Fernandes, ex Gremio. Gervinho si è ripetuto al 31′, andando via dopo uno splendido passaggio di Totti e questa volta ‘bevendosi’ Nababkin. Nella ripresa, dopo l’autogol ‘alla Niccolai’, con un colpo di testa, di Ignashevich per evitare una conclusione di Florenzi, c’è stata una traversa di Doumbia, proprio lui che, su errore della difesa romanista, nel primo tempo aveva avuto una grossa occasione ma era goffamente inciampato davanti a De Sanctis. C’è stata poi l’uscita dal campo di Gervinho, per la meritata standing-ovation, rovinata però dalle intemperanze dei tifosi moscoviti, molti dei quali con giubbetto e testa rasata, che hanno scagliato fumogeni verso la curva nord e caricato gli steward costringendo le forze dell’ordine a un intervento di ‘contenimento’. Nel frattempo, la Roma aveva cominciato a tirare i remi in barca e a pensare anche alla sfida di campionato (che rimane l’obiettivo principale) di domenica contro il Cagliari di Zeman, di ritorno nella capitale alla guida proprio di quella squadra che ne provocò l’esonero e l’allontanamento da Trigoria. Garcia quindi ha tolto anche Manolas, che già da qualche minuto aveva cominciato a toccarsi un polpaccio, mentre poco dopo il Cska ha segnato il gol della bandiera con il nigeriano Musa, che su passaggio del subentrato Panchenko si è liberato di Maicon e ha realizzato col sinistro. Poi c’è stata anche un’altra traversa, con Milanov. Nota negativa per Garcia, che ora si ritrova con i difensori contati, è stata l’uscita di Astori a 3′ dalla fine, per infortunio: a quel punto il team di casa è rimasto in dieci, ma si consola con il successo sui russi e con quello del Bayern sul Manchester City. A questo punto per la Roma, in prospettiva passaggio del turno, diventa già decisivo il prossimo turno, quello in casa dei campioni d’Inghilterra che non potranno permettersi un altro passo falso. (di Alessandro Castellani/ANSA)

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