Pallavolo: Mondiale donne in Italia, il Brasile favorito

ROMA. – Tutte le strade portano al Forum di Assago. Il conto alla rovescia è quasi terminato: mancano meno di 48 ore all’avvio dei Campionati Mondiali di pallavolo femminile e l’Italia è pronta ad ospitare una rassegna che vedrà al via le 24 nazioni più forti del mondo. Ci saranno di diritto le azzurre di Bonitta, chiamate a far dimenticare quanto di non buono mostrato dai ragazzi di Berruto nel mondiale maschile, e a onorare al meglio una competizione inedita nel Belpaese, che ha già ospitato invece (per due volte) l’edizione maschile (l’ultima nel 2010). Sei le città che accoglieranno l’evento: Roma, Bari, Trieste, Verona, Modena e Milano. Con una copertura geografica che dal 23 settembre coinvolgerà alcune delle piazze storiche del volley italiano e che rivedrà riaprire i battenti del PalaEur alla nazionale azzurra (sarà la Capitale, infatti, ad ospitare la prima fase degli impegni di Piccinini e compagne) e che avrà il suo clou al Forum d’Assago dove, dall’8 al 12 ottobre, si disputerà tutta la fase finale. Il format prevede quattro gironi (all’italiana) da sei squadre ciascuno per il primo turno, in altrettanti sedi (Roma, Trieste, Bari e Verona). Le prime quattro squadre di ogni girone si qualificheranno al secondo turno (Bari, Trieste, Verona e Modena), in cui le 16 squadre saranno divise in due gironi da otto, con le prime tre di ogni girone che avanzeranno alla fase finale tutta da disputare nell’impianto meneghino. La Russia difenderà i titoli conquistati nel 2006 e nel 2010, ma è il Brasile, vincitore del World Grand Prix e bicampione olimpico (2008 e 2012), a partire da superfavorito (anche per i bookmakers) per la vittoria di una competizione che ancora non è mai riuscito a mettere in bacheca (tre le finali perse, le ultime due proprio con le russe). La squadra carioca potrà contare su delle star come Fabiana, Jaqueline, Natalia, Sheilla e Thaisa. Poi, secondo i favori del pronostico, gli Stati Uniti. Ma sono pronte a ritagliarsi un ruolo da outsider la Cina, tornata grande sotto la guida di Lang Ping, il Giappone, la Germania allenata da Guidetti e la Turchia dell’ex ct Barbolini. E l’Italia? Infortuni e debacle hanno segnato il percorso di avvicinamento delle azzurre (Aguero, si è ritirata per motivi familiari; ko, invece, Lucia Bosetti). Bonitta però ha mischiato le carte richiamando in nazionale due giocatrici esperte come Lo Bianco e Cardullo. Sulla carta, il cammino delle italiane (vincitrici nel 2002 proprio con Bonitta) è abbastanza semplice, almeno in partenza (l’esordio al PalaEur sarà con la modesta Tunisia). Poi toccherà al calore del pubblico spingerle il più avanti possibile.

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