Isis: Conquisteremo Roma, spezzeremo le croci e faremo schiave le vostre donne

NEW YORK. – “Attaccate i civili” e “uccidete i miscredenti in qualunque modo possibile e immaginabile”. E’ l’ultima agghiacciante minaccia che l’Isis invia all’Occidente. Un delirante messaggio audio di 42 minuti del portavoce dello stato islamico, Abu Muhammed al Adnani, che fa seguito ai video diffusi nei giorni scorsi dalla propaganda jihadista nel quale si indicano tutti gli obiettivi del Califfato. A cominciare da Roma, non come luogo fisico, ma ‘cuore’ del ‘nemico crociato’, capitale dell’Occidente cristiano: nel messaggio infatti non viene mai citata direttamente l’Italia. “Conquisteremo la vostra Roma, spezzeremo le croci e faremo schiave le vostre donne, con il permesso di Allah”: minaccia al Adnani che pronuncia parole particolarmente violente anche contro il presidente Usa Barack Obama, definito “il ciuco degli ebrei” e chiamato tre volte “vile”. L’incubo Isis ha già provocato l’esodo di almeno 130.000 curdi in fuga dalla Siria alla Turchia, per quella che si preannuncia come una nuova crisi umanitaria. Mentre alcuni deputati di Baghdad denunciano un attacco con armi chimiche a nord di Falluja, in cui sarebbero rimasti uccisi, asfissiati, almeno 300 soldati. Una notizia che, se confermata, rappresenterebbe un’inquietante escalation del conflitto. L’offensiva dello stato islamico, dunque, prosegue su tutti i fronti. Su quello mediatico è mirata soprattutto a fare proseliti nel mondo occidentale. Nel nuovo messaggio audio ce n’è per tutti, soprattutto per quelli che vengono definiti “sporchi francesi”, rei di aver affiancato gli Stati Uniti nei bombardamenti aerei sull’Iraq. Ma l’invito è quello di colpire ovunque: americani, europei, australiani, canadesi. Parole che mettono i brividi a pochi giorni dalla scoperta in Australia di un piano per decapitare a caso gente aggredita in strada. E che arrivano alla vigilia di una fitta rete di incontri a New York, dove il presidente americano Barack Obama avrà l’occasione di incontrare numerosi leader in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu, e dunque di consolidare la coalizione anti-Isis che conterebbe già oltre 40 Paesi. “La Francia non ha paura”, ha commentato le nuove minacce il ministro degli interni di Parigi, Bernard Cazeneuve, sottolineando come “il governo prende e continuerà a prendere tutte le misure per garantire la sicurezza dei francesi”. Francesi che proseguiranno con i raid al fianco degli Usa. Raid che, cominciano a pensare in molti, potrebbero non bastare. “Non è da escludere l’invio di truppe di terra contro l’Isis”, ha dichiarato l’ex premier britannico, Tony Blair, in una intervista alla Bbc. Il suo punto di vista è che “se non si è pronti a combattere questa gente sul campo di battaglia è possibile contenerli, ma non sconfiggerli”. E preoccupa il possibile raid chimico che i militanmti del ‘califfo’ al Baghdadi avrebbe sferrato a nord di Falluja, nella località di Saqlawiya, uccidento almeno 300 soldati iracheni. Si materializzerebbe, dunque, uno dei rischi più volte ventilati dagli 007 occidentali: quello che i terroristi islamici possano essersi impossessati di armi e sostanze letali appartenenti all’arsenale chimico siriano. Scorte non recuperate nell’ambito del piano di disarmo chimico del regime di Assad che porebbero essere finite nella mani sbagliate. Un allarme che nei giorni scorsi era stato rilanciato all’Onu dagli Stati Uniti nel corso di una riunione del Consiglio di sicurezza: “Possiamo solo immaginare cosa potrebbe fare un’organizzazione del genere con armi di quel tipo”, aveva affermato l’ambasciatrice americana, Samantha Power, riferendosi all’Isis o ai gruppi siriani legati ad al Qaida. “I terroristi dell’Isis – ha denunciato un gruppo di deputati iracheni – hanno usato per la prima volta gas cloro contro 400 soldati e hanno ucciso molti di loro asfissiandoli e facendo esplodere autobomba contro il loro quartier generale”. I servizi di intelligence occidentali sono al lavoro per verificare l’episodio. Intanto il nuovo governo di Baghdad finisce nella bufera con l’accusa di “aver reagito con lentezza nonostante le richieste di aiuto arrivate dai militari assediati dai jihadisti”. (Ugo Caltagirone/Ansa)