Con smartphone e app per aziende risparmio di 9 miliardi nel 2014

ROMA. – Le aziende italiane, nel 2014, hanno risparmiato ben 9 miliardi di euro grazie ai ‘mobile worker’, i dipendenti che lavorano su dispositivi mobili. Sono i dati contenuti nell’annuale ricerca elaborata dall’Osservatorio mobile enterprise della School of management del Politecnico di Milano, che dimostrano come l’utilizzo degli strumenti mobile, con le app ‘lavorative’ presenti dallo smartphone al notebook, abbia migliorato l’efficienza, ridotto i costi operativi e aumentato l’efficacia. In Italia, secondo la ricerca che ha analizzato la diffusione e il ruolo che le soluzioni mobile possono svolgere a supporto dei processi di business, i ‘mobile worker’ sono 13 milioni, il 25% del totale, con camerieri e commessi a far da capofila davanti a top manager e imprenditori. Un mercato, quindi, già ben consolidato ma che secondo la ricerca ha ancora ampi margini d’espansione. Infatti, dai dati emerge che l’ecosistema legato all’utilizzo di dispositivi mobili come tablet e smartphone (compresi mobile biz-app e enterprise app-store), nei prossimi tre anni raggiungerà un valore di 2,7 miliardi di euro, con una crescita media annua tra il 10% e il 17% rispetto ai circa 1,8 miliardi del 2013. Lo strumento più utilizzato dalle aziende è rappresentato in assoluto dai dispositivi mobili che coprono il 67% del mercato. Il 91% delle aziende, infatti, utilizzano lo smartphone, e il 66% il tablet. In via di sviluppo la diffusione dei ‘phablet’, smartphone dagli schermi maxi come l’iPhone 6 Plus appena lanciato, con il 19% delle imprese analizzate, e dei dispositivi indossabili, come gli smartwatch (e in futuro i Google Glass), con un tasso di penetrazione ancora embrionale (2%). Secondo lo studio, inoltre, già il 51% delle aziende ha introdotto l’utilizzo di app mentre gli ultrabook e notebook sono già presenti nel 44% delle imprese analizzate. Saper sfruttare a pieno l’ecosistema mobile, afferma Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, può diventare in tempi di crisi un “fattore sostanziale, in grado di rappresentare un importante differenziale competitivo”. Il boom di queste tecnologie era già emerso in studi recenti ma era inimmaginabile fino a poco tempo fa pensare che il mobile potesse diventare uno strumento imprescindibile per lo sviluppo anche nel mondo del lavoro. (Di Daniele Brunetti/ANSA)

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