Cannonate sulla scuola, è una strage in Ucraina

Pubblicato il 01 ottobre 2014 da redazione

ROMA. – Era il primo giorno di scuola per i bambini dell’est Ucraina, un mese dopo il rientro tra i banchi dei loro coetanei nel resto del Paese. Ma quello che doveva essere un ritorno alla normalità a Donetsk si è trasformato in una strage, con bombe sulla città che hanno causato almeno nove morti, decine di feriti, e tanta paura tra i piccoli scolari, nonostante il cessate il fuoco firmato a settembre a Minsk. Il primo lancio di razzi, attribuito dai separatisti alle forze ucraine, ha raggiunto una fermata dell’autobus proprio quando ne stava arrivando uno, uccidendo sei persone. Poco dopo un colpo d’artiglieria è caduto vicino a una scuola, dove si trovavano almeno 70 studenti: per fortuna nessuno dei ragazzi è rimasto ucciso ma – secondo la municipalità citata dai media russi – due genitori e un insegnante di biologia sono morti sotto i loro occhi. Le finestre della scuola sono esplose in mille pezzi e i frammenti di vetro hanno raggiunto i banchi. I bambini, sotto shock, hanno dovuto lasciare le aule per scendere nei rifugi. Un attacco “particolarmente cinico” perché “ha preso di mira i bambini nel loro primo giorno di scuola”, e una “sfacciata violazione del diritto internazionale”, è l’accusa di Mosca che punta il dito contro Kiev. L’esercito ucraino ha smentito la responsabilità della strage, mentre a Donetsk si sottolinea come Kiev – cui spesso si affiancano forze paramilitari nazionaliste – fosse contraria alla riapertura delle scuole nelle zone di guerra. La crisi in Ucraina resta una delle “maggiori sfide” della Nato e un monito alla Russia arriva dal neo segretario generale Jens Stoltenberg, appena insediatosi a Bruxelles. L’Alleanza “non cerca il confronto con la Russia”, ma Mosca “continua a violare i suoi obblighi internazionali” ed è necessario che “cambi atteggiamento”. E all’indomani della conferma delle sanzioni da parte europea, la Slovenia ha segnalato che le forniture di gas dalla Russia sono state dimezzate, dopo le prime discontinuità di inizio settembre, ma che al momento il consumo giornaliero resta coperto. Per quanto riguarda l’Italia, il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, è tornata ad assicurare alla Camera che il volume degli stoccaggi italiani di gas “è molto ampio”, al 94%, il che fornisce “un buon margine di sicurezza”. Intanto il presidente uscente della Commissione europea José Manuel Barroso ha scritto una lettera al leader del Cremlino, Vladimir Putin, avvertendolo che le nuove barriere commerciali nei confronti dell’Ucraina, come la tassa all’import, potrebbero costringere a rivedere il rinvio a fine 2015 dell’applicazione delle parti commerciali dell’accordo Ue-Ucraina, rinvio ottenuto da Mosca con l’impegno di mantenere con Kiev un regime commerciale preferenziale. Nella lettera, Barroso ha infine espresso la “speranza” che siano messi in atto gli accordi del piano di pace e “il ritiro di tutte le formazioni armate straniere dal territorio ucraino”. (Laurence Figà-Talamanca/Ansa)

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