Messico: catturato “El H”, boss del narcotraffico

Pubblicato il 02 ottobre 2014 da redazione

CITTA’ DEL MESSICO. – Era riuscito a sfuggire alla cattura per anni ma è stato tradito dalla sua passione per le ostriche. Hector Beltran Leyva, capo del cartello di narcotrafficanti messicani che porta il nome della sua famiglia, è stato arrestato la notte scorsa nel migliore ristorante di frutti di mare di San Miguel de Allende, cittadina termale che grazie al suo clima temperato e all’architettura coloniale è considerata il buen retiro delle famiglie facoltose di Città del Messico. Le forze di sicurezza messicane lo ricercavano da tempo e negli ultimi giorni la sua presenza era stata segnalata nello stato di Guanajuato, a circa 300 chilometri dalla capitale. Il boss, su cui pendevano una taglia di 2,3 milioni di dollari in Messico e una di 5 milioni di dollari negli Stati Uniti, si è fatto ammanettare senza opporre resistenza, nonostante fosse armato. Sulla sua tavola, i resti di una cena per due a base di ostriche e champagne. Con lui è stato arrestato anche un professionista, definito dalla polizia come uno dei suoi più fidati consulenti finanziari. Beltran Leyva, 49 anni, era considerato il più potente boss del narcotraffico messicano dopo l’arresto, nel febbraio scorso, di Joaquin ‘El Chapo’ Guzman, capo del cartello di Sinaloa, ed era ricercato anche dall’antidroga americana, la Dea. Il boss si era stabilito a Queretaro, dove si faceva passare per un immobiliarista e un collezionista d’arte. Il narcoboss, conosciuto anche come ‘El H’ o ‘El ingeniero’, aveva assunto la guida del cartello di famiglia nel dicembre del 2009, dopo l’uccisione del fratello Arturo in un conflitto a fuoco con le teste di cuoio della marina messicana. Quest’ultimo era diventato il boss del cartello dopo l’arresto, nel 2008, del fratello maggiore Alfredo. In Messico ‘El H’ è accusato di omicidi, associazione a delinquere, reati contro la salute e narcotraffico. La Dea ritiene che il suo cartello fornisca cocaina, eroina e anfetamine agli spacciatori americani ed europei. Dopo l’arresto del ‘Chapo’ Guzman, le autorità antidroga statunitensi si convinsero che il cartello dei Beltran Leyva si era rafforzato, riuscendo ad aumentare la propria pericolosità. Il presidente messicano Enrique Peña Nieto si è congratulato con le forze di sicurezza per la cattura del boss. ”Questa cattura sottolinea l’efficacia della politica di sicurezza che perseguiamo per la pace che vogliamo in Messico”, ha scritto su Twitter il capo di stato. Tomas Zerón, direttore della sezione criminale della procura generale messicana, ha detto che la cattura è stata il risultato di una operazione durata 11 mesi. In una conferenza stampa, Zerón ha detto che la cattura di Beltran Leyva rappresenta un duro colpo al cartello, impegnato in una sanguinosa guerra con il cartello di Sinaloa dell’ex alleato Guzman. Beltran Leyva è accusato di aver fatto uccidere il figlio del ‘Chapo’ per vendicare l’arresto di suo fratello Alfredo, venduto ai federali dagli ex alleati di Sinaloa. Da allora i due cartelli sono in guerra e Beltran Leyva si è alleato con i nemici giurati di Sinaloa: il cartello del Golfo ed gli spietati Zetas. Secondo la stampa locale, il probabile successore a capo del cartello non sarebbe il quarto ed ultimo dei fratelli Beltran Leyva, Carlos, che si è sempre occupato del riciclaggio dei proventi del narcotraffico, ma Fausto Isidro Meza Flores, conosciuto come ‘El Chapo Isidro’ e considerato un boss emergente. (Marco Brancaccia/Ansa)

 

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