Pizza e auto: anche il made in Italy si stampa in 3D

ROMA. – Una pizza fumante e una vera automobile, nati non in cucine e fabbriche, ma nel box di vetro di una stampante in 3D. C’è anche la nuova strada del Made in Italy tracciata dall’ingegno italiano in mostra al Maker Faire, la fiera dedicata agli ‘artigiani digitali’ che apre ufficialmente i battenti a Roma accendendo i riflettori su un universo di creativi, giovani e meno giovani, che in tutto il mondo, senza grandi compagnie alle spalle, scrivono il futuro della tecnologia. Tra questi c’è Michele Anoè, che nella sua casa torinese ha progettato la prima auto stampata in 3D, la ”Strati”, e ha vinto un concorso mondiale, potendo vedere la sua opera realizzata a Chicago il mese scorso. E c’è Anjar Contractor, ingegnere meccanico texano che dalle stampanti 3D riesce a far uscire un simbolo dell’Italia nel mondo: la pizza. Invenzione, questa, che gli è valsa un finanziamento della Nasa, interessata a un prototipo si stampante che sforni cibo per gli astronauti. Le applicazioni della stampa tridimensionale sono infinite e possono anche salvare la vita a un bambino. A dimostrarlo l’esperienza di Glenn Green, il primo a impiantare una trachea stampata in un neonato di sei settimane. Inoltre possono aprire un futuro ai giovanissimi, come i tre ragazzi italiani premiati da Focus per aver creato un apparecchio che ricicla gli scarti delle stampanti producendo un filamento plastico pronto al riuso. La creatività italiana al Maker Faire ha uno spazio espositivo tutto suo, dove si celebrano i 50 anni di innovazioni nostrane partendo dal primo personal computer della storia, il ‘Programma 101’, nato non nella Silicon Valley ma alla Olivetti. La mostra, che per il taglio del nastro ha chiamato l’astronauta Samantha Cristoforetti, si chiama ‘Make in Italy’ ed è stata organizzata dalla ‘Make in Italy cdb’, la fondazione che vede Carlo De Benedetti come presidente onorario e che è presieduta dal co-fondatore del progetto Arduino, Massimo Banzi, insieme al co-presidente Riccardo Luna, giornalista appena nominato ‘Digital champion’ dal governo Renzi. Banzi e Luna sono anche i curatori dell’intera fiera, dove l’Italia, nei 70mila metri quadrati di esposizione al Parco della musica, condivide lo spazio con oltre 500 invenzioni provenienti da tutto il mondo, dalla cuffia per guidare col pensiero il phon che scatta selfie mentre asciuga i capelli. Oggetti divertenti, che si affiancano a creazioni utili come il ‘Marioway’ dell’educatore sociale Massimo Vigentini: una sedia a rotelle 2.0 che consente, grazie alla posizione eretta, di muoversi agilmente e parlare con le persone guardandole negli occhi, fino a cimentarsi in un ballo di coppia. (Laura Giannoni/Ansa)

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