Sfida alla Bce: applausi e tensioni a Napoli

Pubblicato il 02 ottobre 2014 da redazione

NAPOLI. – Per ore hanno urlato che la gente soffre, non arriva a fine mese, non ha un lavoro, né un futuro. Lo hanno fatto attraversando Napoli in corteo e con una ‘sfida’, simbolica: tra Mario Draghi, presidente della Bce, e un altro Mario, ‘made in Naples’. Mario Avoletta, 43 anni, operatore del welfare, il blindato vertice Bce ha cercato di violarlo così: con una scala. E c’è quasi riuscito visto che ha raggiunto la cima delle mura di cinta della Reggia di Capodimonte, lì dove i ‘potenti’ dell’economia europea si erano riuniti. In mano aveva un cartello: ‘Block Bce, saremo in-flessibili. Jatevenne’. Tanto è bastato per creare forti tensioni in un corteo che voleva far sentire la voce di chi, si sosteneva, non riesce ad arrivare a fine mese. Nei giorni scorsi gli attivisti hanno sottolineato più volte e con forza che il loro voleva essere un corteo pacifico. Fino all’ultimo, l’ennesimo appello contro ogni forma di violenza. “Siamo studenti costretti a lavorare a nero per mantenerci agli studi. Siamo disoccupati, lavoratori che stanno perdendo le ultime garanzie. Ecco oggi chi siamo”, avevano detto ad apertura del corteo. “Nessun black bloc tra di noi, i veri black bloc in giacca e cravatta sono quelli che oggi hanno occupato la Reggia di Capodimonte”, avevano ribadito. Poi, l’avvio del corteo, con 4.000 persone secondo gli organizzatori: striscioni Usb, mamme anti discarica, operai Fiat, la bandiera insanguinata dell’Ucraina. E poi ancora, in un Viale dei Colli Aminei dove tutti i negozi sono rimasti chiusi – alcune sedi delle banche coperte da teli neri – tanti cittadini ai balconi ad applaudire alle urla ‘Napoli libera’ ma pochi dentro il corteo. Solo in due occasioni – lancio di fumogeni e petardi contro la sede del Tribunale dei minori e scritte sulle vetrine della sede di un’agenzia del Banco di Napoli – è stato ‘deviato’ il tranquillo proseguimento della manifestazione. La tensione è salita nei pressi della Reggia di Capodimonte, capolinea del corteo autorizzato. Prima un faccia a faccia manifestanti-forze dell’ordine in assetto antisommossa. Poi, il blitz di Mario. Un gruppo di attivisti lo ha aiutato a posizionare la scala – che era sul furgone in testa al corteo e sin dall’inizio – sul muro di cinta dell’area blindata. Così la ‘fuga’ verso l’alto con uno striscione. É stato allora che è scattata la reazione delle forze dell’ordine con il lancio di lacrimogeni e l’uso degli idranti, su Mario e anche gli altri manifestanti. Tensioni, urla. Poi, dopo la mediazione degli stessi attivisti, il corteo si è ricompattato mentre Mario è stato bloccato e condotto in Questura. Immediate le accuse dei manifestanti: “Hanno dimostrato che i violenti non siamo noi ma loro”, ha contestato Alfonso De Vito, tra i portavoce della Rete dei Movimenti campani. L’intervento della polizia con gli idranti è avvenuto quando uno dei manifestanti che oggi in corteo hanno percorso le strade del quartiere Colli Aminei, in occasione del vertice della Bce, ha tentato di scavalcare il muro di cinto del bosco di Capodimonte, hanno poi spiegato fonti della Questura. Il corteo si è concluso così: con l’arrivo, tra applausi, del Mario ‘made in Naples’, libero ma con la denuncia per invasione in luogo pubblico. “Con una semplice scala abbiamo beffato l’imponente sistema di sicurezza – ha esordito Avoletta – Abbiamo lanciato un segnale, che dobbiamo riprenderci le nostre vite. Se lo rifarei? Certo che sì”. Facendo il bilancio della giornata, il questore di Napoli, Guido Marino ha espresso soddisfazione. ”E’ andato tutto benissimo e in città non c’è stato il coprifuoco”. Nessun contatto tra manifestanti e forze dell’ordine. Per il questore – che ha evidenziato il senso di responsabilità degli organizzatori – Napoli ”ne esce con l’immagine rafforzata di una città capace di ospitare questi eventi”.

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