Marquez fenomeno, campione tutto pista e famiglia

Pubblicato il 13 ottobre 2014 da redazione

MOTEGI (GIAPPONE). – “Questo titolo è dedicato alla mia famiglia e alla Honda”. Marc Marquez ha sempre pronunciato questa frase e l’ha ripetuta almeno quattro volte, in occasione di ogni titolo Mondiale conquistato. Non è una banalità. Marquez ha una bella famiglia, un fratello che – come lui – gareggia, due genitori non ricchi che, per far correre i figli, hanno fatto dei sacrifici. Succede in tutte le famiglie da corsa. Marquez come Rossi e Simoncelli. Destini diversi, fortune diverse, ma anche ambienti diversi. Il campione del futuro è venuto su a pane e motociclette, assecondato appunto dalla famiglia e, soprattutto, da un padre accondiscendente che, non navigando nell’oro di una qualche rendita o ricchezza secolare, ma essendo un dipendente del Comune di Cervera, ha trovato appoggio nel sistema Spagna e in quello della Catalogna in particolare. Il giovane Marquez ha iniziato a correre grazie all’aiuto delle istituzioni della Regione spagnola, quelle stesse istituzioni che oggi appoggiano iniziative come la Copa Interescuelas, dedicata ai bambini in età pre-scolare e scolare. La stessa cosa fatta da Marquez, che ha iniziato a quattro anni in moto per poi fare la trafila classica, ovvero quella dei trofei e i campionati promozionali, solo con un’organizzazione ancora più precisa. La Copa Interescuelas, patrocinata da Jorge Lorenzo, mette in pista e insegna ai bambini dai 4 anni in su – oltre all’equilibrio – a stare in moto, la postura e la ginnastica dedicata per questo sport. Come Marquez, i piccoli Marquez crescono a centinaia già ora. Valentino Rossi anche lui è cresciuto in mezzo ai motori, in pista. Così tanto che ora lo stesso ‘Dottore’ una pista ce l’ha in casa, a Tavullia. Ma Rossi è un talento puro, cristallino, irripetibile. Rossi ha iniziato con le quattro ruote, i kart. Poi, quando la spesa è diventata insostenibile per le tasche della famiglia e del padre ex pilota del Mondiale, Graziano Rossi, è passato alle moto diventando, oggi, la leggenda vivente del motociclismo. Marquez, invece, è il prodotto di successo di un sistema preciso, che è fatto di aiuti da parte della federazione catalana, di mecenati, di case che sposano un personaggio. Un sistema che ha iniziato a muovere i primi passi più di 20 anni fa, al culmine del nostro splendore sportivo. Mentre venivano su i talenti come Loris Capirossi, Max Biaggi e Valentino Rossi, in Spagna su iniziava un cammino che è arrivato a Marquez e a suo fratello che non a caso è in testa al Mondiale della Moto 3. Un cammino che prosegue e rilancia, mentre la scuola italiana vive spesso di talenti, non di sistema.

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