Giallo a Riad, un americano ucciso in un agguato

WASHINGTON. – Un americano è stato ucciso e un altro è rimasto ferito in un agguato vicino a Riad, in un raro attacco contro cittadini occidentali in Arabia Saudita negli ultimi anni. Il killer, un saudita di 24 anni nato in Usa e non ancora identificato, è stato arrestato dopo un conflitto a fuoco con la polizia durante il quale è rimasto ferito. L’uccisione del cittadino americano è stata confermata dal dipartimento di Stato Usa, il quale ha aggiunto che la vittima, il collega e il killer erano impiegati presso l’industria di Difesa americana ‘Vinnell Arabia’, con sede a Riad. Ma il killer era stato appena licenziato, pare, per una vicenda di droga. In base a una prima ricostruzione, l’agguato è avvenuto ad una stazione di servizio nei pressi dello stadio re Fahd, nella zona orientale di Riad. Il killer ha avvicinato i due uomini, la cui identità non è stata ancora resa nota, che si trovavano a bordo di un’auto aprendo il fuoco. Uno dei due è morto, l’altro, insieme all’omicida, è ricoverato in ospedale, ma sono poche al momento le informazioni sulle loro condizioni. All’agguato ha assistito un terzo cittadino americano che si trovava su un’altra auto, poco distante dalla vittima. Tra l’altro, la stazione di servizio è situata vicino alla sede della ‘Vinnell Arabia’, all’edificio della guardia nazionale saudita e a 20 miglia dall’ambasciata americana. Nonostante le prime indagini indicano che l’agguato sia legato a motivi personali (il malcontento dell’impiegato per essere stato appena licenziato), il dipartimento di Stato ha comunque emesso un ‘messaggio di sicurezza’ ai cittadini americani che vivono e lavorano in Arabia Saudita. “Stiamo valutando la nostra posizione di sicurezza e adotteremo le misure necessarie per garantire l’incolumità di tutto il personale degli Usa”, ha detto la portavoce Jen Psaki. “Siamo in stretto contatto con il governo saudita, mentre continuiamo a raccogliere dettagli sulla sparatoria e il movente”, ha proseguito, spiegando che i ‘messaggi di sicurezza’ vengono regolarmente rilasciati dalle ambasciate e consolati all’estero “per fornire informazioni tempestive e importanti per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini statunitensi”. L’ultimo attacco in Arabia Saudita contro cittadini stranieri era avvenuto nel 2007, quando tre francesi vennero uccisi mentre erano in campeggio nel nordest del Paese. L’agguato avviene nel momento in cui il governo di Riad è coinvolto nella campagna di raid aerei condotta dalla coalizione guidata dagli Usa contro i jihadisti dell’Isis in Siria. Gli stessi terroristi sono tornati a minacciare l’Occidente, e in particolare i giornalisti e i poliziotti americani, in un ennesimo audio messaggio del suo portavoce Abu Muhammad al-Adnani. Secondo un allarme congiunto dell’Fbi e del Dipartimento della Sicurezza nazionale inviato alle forze dell’ordine, Adnani ha esortato i cosiddetti ‘lupi solitari’ dell’Occidente ad attaccare “soldati, polizia, membri della Sicurezza e dell’Intelligence”. (di Gaetana D’Amico/ANSA)