Il Premio Sakharov assegnato a paladino congolese donne stuprate

STRASBURGO. – Un premio dato a un uomo ma che rappresenta un atto di difesa dei diritti della donna: il ginecologo congolese Denis Mukwege è il vincitore del Premio Sakharov 2014 per la libertà di pensiero. L’annuncio è stato dato dal Presidente del Parlamento Ue Martin Schulz a chiusura di una breve riunione tra i capigruppo. “All’unanimità i presidenti dei gruppi politici hanno deciso di assegnare il Premio Sakharov 2014 a un medico che è alla testa della lotta per i diritti delle donne nel continente africano”. Su Mukwege, nominato dal gruppo S&D e dall’Alde, c’è stato un consenso immediato. Mukwege, 59 anni, è il fondatore e l’anima del Panzi Hospital di Bukavu, capoluogo della provincia del Sud Kivu, est del paese, terra martoriata dalle due Guerre del Congo e dal Conflitto del Kivu. La struttura è specializzata nel trattare le donne, spesso bambine, vittime di stupri di gruppo perpetrati da soldati e miliziani, anche bambini, costretti dai signori della guerra a rompere il legame familiare violentando la madre o le sorelle. Secondo un rapporto dell’American Journal of Public Health, durante i conflitti del Congo, nel Kivu e in Ituri, provincia a nord del Kivu, venivano violentate 4 donne ogni 5 minuti, un ritmo feroce di violenza che ha lasciato un’ulteriore scia di patologie, dall’Aids all’impossibilità di procreare, oltre alla gogna sociale delle vittime. In questo ambiente, Mukwege è diventato oggi uno dei maggiori esperti mondiali nel riparare gli organi interni danneggiati dalle violenze. “Il premio a Mukwege è una bellissima notizia”, sottolinea l’eurodeputata del Pd Cecile Kyenge, nata anche lei nella Repubblica Democratica del Congo. “Questa decisione – sottolinea l’eurodeputata – riporta l’attenzione sulla violenza sulle donne e sui diritti delle donne. E’ un’occasione per parlare di temi inascoltati: dal Sakharov a Denis Mukwege si deve partire per emancipare la figura delle donne in Africa e in tutto il mondo”. Se il medico congolese è il vincitore del Sakharov 2014, gli altri due finalisti non sono tuttavia gli sconfitti, stando all’interpretazione ufficiale dei vertici di Strasburgo. Schulz ha infatti annunciato una menzione speciale per Euromaidan, la piattaforma sotto il cui nome sono state organizzate in Ucraina le proteste sfociate nella deposizione del presidente Viktor Yanukovich. E ll 26 novembre, giorno della consegna del Sakharov, verrà invitato a Strasburgo – come una sorta di riconoscimento di ‘consolazione’ – anche un militante filo-occidentale ucraino, che presenterà la sua testimonianza di fronte alla plenaria. Il Parlamento Ue non ha del resto negato una citazione nemmeno alla terza candidata, l’azera Leyla Yunus, attualmente in carcere con l’accusa di sottrazioni di fondi destinati a delle Ong. “Invieremo – ha assicurato sempre Schulz – una delegazione composta da rappresentanti di tutti i gruppi politici in Azerbaigian per valutare le condizioni della detenzione” della Yunus. Da Schulz è poi partita una stoccata all’Iran, con la richiesta di sospendere l’interdizione al lavoro di 3 anni comminata all’avvocato Nasrin Sotoudeh, vincitrice dell’edizione 2012. E un’altra alla Russia, con il ricordo del vincitore 2009, l’organizzazione Memorial, fondata dallo stesso Sakharov, e ora catalogata come “agente straniero” dalle autorità russe: “vigileremo sulle azioni del governo” di Mosca, ha ‘avvertito’ al riguardo il presidente dell’Europarlamento.

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