Attesa per il giudizio di Bruxelles sulla legge di stabilità

BRUXELLES. – Sale l’attesa per il giudizio di Bruxelles sulla legge di stabilità, e mentre i tecnici sono al lavoro sui numeri, appare ormai scontato che al Governo saranno chiesti quantomeno dei chiarimenti. E’ lo stesso commissario agli affari economici Jyrki Katainen ad ammetterlo: i suoi servizi “sono in contatto con le autorità italiane per avere dei chiarimenti su alcuni dati”. Un dialogo “fisiologico” per il sottosegretario Sandro Gozi. Che forma prenderanno i ‘chiarimenti’ tra Roma e Bruxelles, resta ancora da vedere: con una lettera, la Commissione metterebbe nero su bianco le violazioni riscontrate, se invece chiedesse uno sforzo maggiore, ma attraverso canali più informali, il negoziato potrebbe anche chiudersi senza una rumorosa bocciatura della legge. Secondo il Financial Times, la Commissione avrebbe pronte ‘richieste formali’ di dettagli a Italia, Francia, Austria, Malta e Slovenia. “La lettera all’Italia sulla legge di stabilità non è stata ancora inviata, (al dossier, ndr) ci sta lavorando la Dg affari economici”, ha detto Katainen a margine di un dibattito al Parlamento Ue, auspicando che tutto vada per il meglio. Secondo indiscrezioni circolate in queste ore, il finlandese avrebbe una posizione più morbida rispetto al presidente uscente della Commissione, José Manuel Barroso, che vorrebbe dall’Italia maggiori sforzi sull’aggiustamento strutturale, pari ad almeno lo 0,5%, laddove il Governo ha invece indicato lo 0,1%. A Katainen potrebbe andare invece bene la riserva messa da parte dallo stesso Governo in caso di rilievi Ue, che porterebbe lo sforzo a circa lo 0,3%. Il negoziato è quindi in corso, con contatti che proseguono frenetici per trovare una soluzione che stia bene a tutti ed evitare di arrivare alla bocciatura della legge. Il tempo è poco: Bruxelles ha fino a domani per comunicare ai Governi i suoi dubbi sulle manovre che mettono a rischio i conti, come quelle di Francia e Italia, ma non solo. Poi il dialogo proseguirà, e senza un compromesso, si andrebbe dritti verso la bocciatura a fine mese. “Siamo tranquilli, ci sono contatti continui, ma si tratta di un dialogo fisiologico. La manovra è già compatibile con le regole Ue e coerente con gli impegni assunti, che assicura anche la crescita”, ha assicurato Sandro Gozi, sottosegretario agli affari europei, che sottolinea come gli obiettivi vadano rivisti visto che “la situazione economica già difficile si è ulteriormente degradata rispetto ai dati di aprile a cui fa riferimento la Commissione” quando aveva chiesto un aggiustamento strutturale di 0,7%. Ma aldilà dei numeri, la questione ha anche un risvolto più politico: la rigidità di Barroso, utile anche per la sua corsa alla presidenza della Repubblica portoghese, è figlia della vecchia Commissione, mentre la nuova ha promesso di usare al massimo la flessibilità nelle regole, quella che chiede l’Italia. “C’è da sperare che la Commissione uscente, nella valutazione delle leggi di stabilità nazionali, non voglia ostacolare questo nuovo corso”, basato su flessibilità ed investimenti, ha auspicato Roberto Gualtieri, eurodeputato del Pd presidente della commissione affari economici e monetari del Parlamento Ue. Sulle posizioni di Barroso resta invece il Ppe, con il suo capogruppo Manfred Weber, politico vicino alla Merkel, che chiede passi concreti ai “Paesi critici per l’Europa, specialmente Francia e Italia”. (di Chiara De Felice/ANSA)