L’incubo dei lupi solitari. Appelli dell’Isis a colpire l’Occidente

Pubblicato il 22 ottobre 2014 da redazione

BEIRUT. – Anche se gli autori e la matrice delle sparatorie avvenute dentro e vicino al Parlamento canadese ad Ottawa restano per il momento sconosciuti, è inevitabile che il pensiero corra all’incubo dei ‘lupi solitari’ ai quali il Califfo dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, ha fatto appello nelle ultime settimane perché compiano attacchi terroristici nel cuore dell’Occidente. In tutti i Paesi europei e nel Nord America, del resto, i servizi di sicurezza sono in stato di massima allerta per scongiurare attentati che potrebbero essere compiuti come rappresaglie per l’intervento armato contro l’Isis in Iraq e Siria. Una minaccia che anche il ministro dell’Interno italiano Angelino Alfano ha giudicato “paragonabile solo a quella di Al Qaida dell’11 settembre”. Minaccia tanto più grave per il temuto ritorno in Occidente di jihadisti indottrinati nel culto dell’odio per gli infedeli e addestrati militarmente che continuano a recarsi in Medio Oriente per combattere tra le file dello Stato islamico. “Conquisteremo la vostra Roma, spezzeremo le croci e faremo schiave le vostre donne, con il permesso di Allah”, ha minacciato già il 22 settembre scorso il portavoce dell’Isis, Abu Muhammad al Adnani, in un messaggio audio. Anche se la minaccia non è da intendersi letteralmente come indirizzata alla capitale italiana, poiché ‘Roma’ é un termine abitualmente usato nei messaggi jihadisti più come simbolo dell’Occidente ‘crociato’ che come luogo fisico. Tuttavia, l’ambasciatore iracheno presso la Santa Sede ha affermato il mese scorso che anche il Papa potrebbe essere preso di mira, magari da quei “membri dello Stato islamico che non sono arabi, ma canadesi, americani, francesi, britannici e anche italiani”. E la provocazione lanciata recentemente dall’Isis, che sulla copertina della sua rivista Dabiq ha pubblicato il fotomontaggio di una bandiera nera jihadista sull’obelisco di Piazza San Pietro, contribuisce a fare aumentare i timori. Il principale motivo di preoccupazione è proprio la presenza tra i jihadisti di cittadini europei o americani, di origine mediorientale e asiatica ma anche convertiti all’Islam, che potrebbero portare la ‘guerra santa’ nel cuore dell’Occidente al loro ritorno dai campi di battaglia in Iraq e in Siria. Ma anche l’esistenza nelle capitali occidentali di aspiranti martiri per la causa dell’Isis. Quei ‘lupi solitari’, in particolare negli Usa, ai quali Al Baghdadi si è rivolto per invitarli tra l’altro a uccidere i dirigenti di Twitter, colpevoli di chiudere gli account usati dall’Isis per la sua propaganda. Il capo di Scotland Yard, sir Bernard Hogan-Howe, ha detto che sono ancora cinque alla settimana i cittadini britannici che partono per combattere nelle file dello Stato islamico in Iraq e Siria. Tra le centinaia di quelli che si trovano già in questi Paesi, vi è anche un giovane di 27 anni identificato dalla stampa britannica come Omar Hussain, un’ex guardia di un supermercato nel Regno Unito, che in un recente messaggio video ha fatto appello ai seguaci della Jihad in Occidente perché “scatenino il terrore nel cuore” dei loro Paesi. (Alberto Zanconato/Ansa)

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(ANSA) - ROMA, 13 DIC - "I fatti accaduti sono fuori dal mondo, spero che chi di dovere prenda i giusti provvedimenti". Simone Inzaghi torna così sui torti arbitrali subiti in Lazio-Torino. Alla vigilia dell'ottavo di finale di Coppa Italia contro il Cittadella, il tecnico avverte: "Adesso dobbiamo cercare di trasformare questa grande ingiustizia subita in ferocia. Sfogare tutto quello che c'è successo in campo, contro il Cittadella ci saranno delle insidie". Fatti come quelli di Lazio-Torino e un utilizzo del Var che la Lazio lamenta essere stato sempre a sfavore "sono cose che non dovrebbero capitare. Da oggi non parlerò più di cose del genere, poi sono altri che dovrebbero farsi sentire. Io già l'ho fatto dopo le partite con Roma, Fiorentina, Sampdoria e Torino". A Burdisso, che aveva smentito il ds Tare e Parolo sottolineando di non aver mai detto all'arbitro Giacomelli di non essere stato toccato da Immobile, Inzaghi replica: "Sono cose che capitano. Burdisso è un giocatore forte in campo, si è lasciato andare".

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