Spianata delle Moschee, contesa tra religione e politica

ROMA. – Spianata delle Moschee o Monte del Tempio: due definizioni per lo stesso luogo, due simboli che si sovrappongono, Islam ed Ebraismo che all’ombra della cupola dorata del Duomo della Roccia si scontrano quasi ogni giorno. Un ‘luogo santo’, ma dove è difficile distinguere la religione dalla politica sullo sfondo di un conflitto di lunga data, quello israelo-palestinese, che alla fine la vince sempre su qualsiasi tentativo di pace. E’ nel cuore della vecchia Gerusalemme, ci si arriva in pochi minuti dalla Porta di Damasco e dopo il dedalo di vicoli appare improvvisa, imponente ed evocativa, divisa dal Muro del Pianto – ai suoi piedi, da barriere e rigidissime misure di sicurezza. Sulla carta sarebbe sotto custodia della Giordania, ma a controllarne ogni accesso é – dalla guerra del 1967 – Israele. E’ un luogo di preghiera – al quale i palestinesi che hanno meno di 50 anni e che vivono a Gerusalemme spesso non possono accedere – che si è trasformato spesso in teatro di scontri o in ‘incubatrice’ di rivolte bagnate di sangue. Come quando l’allora leader dell’opposizione di destra israeliana Ariel Sharon fece la sua ‘passeggiata’ sulla Spianata nel settembre 2000: una provocazione agli occhi degli arabi, cui sarebbe seguita la seconda Intifada. Da allora chi vuole lanciare un guanto di sfida o fare un gesto dimostrativo lo fa sempre più spesso da lì. Nel marzo 2013 Moshe Feiglin, deputato e leader della corrente dei falchi del Likud (il partito di destra guidato dal premier Benyamin Netantyahu), tentò con una mossa incendiaria di entrare nel Duomo della Roccia: uno dei due luoghi santi dell’Islam sulla Spianata – assieme alla moschea al-Aqsa – edificio maestoso a pianta ottagonale eretto sopra la pietra indicata dalla tradizione ebraica come quella dove Abramo si appresto’ a compiere il sacrificio di Isacco. E dove, stando alla narrazione islamica, il profeta Maometto ascese poi al cielo nel suo ultimo viaggio notturno raccontato dal Corano. Pochi giorni fa, sul fronte opposto, ha invece provocato sdegno in Israele la scoperta sulla Spianata di una svastica disegnata con la vernice accanto a una stella di Davide. E ora, dopo l’agguato di ieri, la chiusura decisa da Netanyahu.

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