Jihadista tornato dalla Siria progettava una strage a Parigi

Pubblicato il 03 novembre 2014 da redazione

PARIGI. – Il progetto di Mohamed O., 20 anni, rientrando in Francia dalla Siria l’estate scorsa, era di commettere una strage nella regione di Parigi. Il giovane jihadista francese si stava informando via internet dei possibili bersagli da colpire e cominciava a procurarsi le armi, un fucile automatico e delle bombe a mano, quando il suo caso ha insospettito i servizi segreti francesi. La polizia ha fatto irruzione a casa sua, a Creteil, una città della popolare periferia sud di Parigi, il primo di luglio scorso, e lo ha arrestato in tempo, prima che passasse all’azione. Quello che Mohamed stava preparando è uno dei tre tentativi di attentato che la Francia è riuscita a sventare negli ultimi mesi, secondo quanto emerge da una nota della Direzione generale della sicurezza interna (Dgsi), rivelata oggi dai media transalpini. Nota che il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ospite alla radio Rtl, non ha confermato: “Non sta a me renderne pubblici i contenuti. Posso tuttavia affermare – ha aggiunto – che tutti i giorni i servizi interni smantellano reti criminali e sventano atti che potrebbero rivelarsi drammatici”. Anche il premier, Manuel Valls, in un recente discorso, ha sottolineato che la Francia non ha “mai conosciuto una tale minaccia prima d’ora”. I bersagli degli attentati sarebbero state le città di Lille, Nizza e Parigi (o la sua regione). A raccontare la vicenda di Mohamed, che puntava a fare una strage nella capitale, è il quotidiano Le Parisien, citando fonti proprie. Il giovane, appena ventenne, era partito per la Siria lo scorso aprile per imparare a combattere e partecipare alla “guerra santa”. Prima di allora “vivacchiava senza fare troppo rumore”, racconta una fonte giudiziaria al giornale. Era stato notato per “qualche piccolo traffico” ma “non presentava il profilo del criminale pronto a tutto”. La polizia non aveva ritenuto necessario metterlo sotto sorveglianza speciale. Ecco anche perché la sua decisione di partire aveva preso tutti alla sprovvista, compresi i genitori e la sorella. Nessuno si era accorto che il pensiero di Mohamed si stava via via “radicalizzando”. In Siria il giovane è entrato in un campo di addestramento dell’Isis e, appena alcune settimane dopo, si è proposto come volontario per una missione suicida in Libano. Un progetto che poi è stato abbandonato. Mohamed è rientrato in Francia a metà giugno. A quel punto i servizi segreti non lo hanno più perso di vista. Giorno dopo giorno, lo hanno osservato mentre raccoglieva informazioni su internet e cercava di procurarsi dei soldi per acquistare le armi, in Svizzera e nei Paesi dell’Est europeo, per dare meno nell’occhio. E’ stato arrestato il 5 luglio per “associazione per delinquere a scopi terroristici”.

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