Allarme Napolitano, da antagonismo sale il rischio di violenze

ROMA. – Per l’Italia crescono i rischi di tensioni sociali: il nostro Paese è sempre più schiacciato da una terribile minaccia esterna, quella dell’Isis, ormai a ridosso dei nostri confini, ed una interna rappresentata dalle frange antagoniste e dall’estremizzazione del confronto politico-sociale sempre più pericolosamente adagiato “su contrapposizioni ideologiche datate e insostenibili”. E’ questo il preoccupato allarme che ha lanciato oggi Giorgio Napolitano dal Quirinale nella giornata dedicata alle Forze Armate. Il capo dello Stato non ha nascosto la propria preoccupazione per una pericolosa tenaglia di minacce che gravano sull’Italia e si è trovato a dover ricordare un principio apparentemente scontato: cioè che le regole vanno rispettate. “La conflittualità è alimentata da ogni estremismo, che rifiuta pregiudizialmente il dialogo e la ragione, ed è alimentata da situazioni di profonda diseguaglianza”, ha premesso il presidente. Ma per abbassare la conflittualità “bisogna in primo luogo misurarsi con problemi di giustizia, ovvero di garanzia del rispetto delle regole”. Ovviamente il capo dello Stato non almanacca le categorie interne dell’antagonismo italiano ma in questi anni la parola antagonista viene spesso collegata a frange del movimento “no-Tav”, anarchici e ad alcuni centri sociali particolarmente radicati nel nord Italia. Certamente l’appello del presidente mira decisamente più in alto quando sottolinea che una “stabilizzazione” del Paese può avvenire solo con “una affermazione crescente dei principi dello stato di diritto, nel rispetto reciproco e nel dialogo operoso tra ispirazioni e concezioni diverse”. La parola chiave è “rispetto reciproco” e il presidente la indirizza da tempo a tutti i settori della società, politica compresa. Infatti, è il ragionamento del capo dello Stato, mentre la crisi non accenna ad allontanarsi bisogna ragionare insieme nel merito delle scelte da compiere rinunciando a battaglie di “principio” ormai datate. Di fronte poi al cumularsi di tensioni esterne sempre più minacciose, “ormai ai confini dell’Italia”, come quella rappresentata dall’avanzata inarrestabile dell’Isis sarebbe bene moderare i toni all’interno e rimanere nei “principi dello Stato di diritto”. Non bisogna perciò sottovalutare le “aggressive forme di estremismo e di fanatismo” che rischiano di “insediarsi” in Italia “infiltrandone progressivamente la società”, ha spiegato Napolitano alla presenza del ministro della Difesa Roberta Pinotti. Si tratta di “una minaccia reale, anche militare”, ha aggiunto introducendo un secondo argomento strettamente correlato. In questa fase non bisogna cedere a perduranti richieste di tagli alla Difesa: “Penso che da parte di ogni paese Nato – ha spiegato – si debba esser seri nel prendere decisioni, che non possono mai avallare visioni ingenue, non realistiche, di perdita di importanza dello strumento militare”. Forse non a caso poco dopo il ministro della Difesa Pinotti annunciava che “presto l’Italia avrà nuovi compiti nella lotta contro l’Isis”.  (di Fabrizio Finzi/ANSA)