Pensionati in piazza: il governo ci ascolti, estenda gli 80euro

Pubblicato il 05 novembre 2014 da redazione

ROMA. – “Di promesse non si vive. I pensionati vogliono delle risposte”. A partire dall’estensione del bonus degli 80 euro e dalla rivalutazione degli assegni, perché la soglia di povertà si allarga sempre più. Con queste richieste, i sindacati dei pensionati, Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, uniti (insieme contano sei milioni di iscritti) hanno messo in campo la giornata di mobilitazione nazionale: tre iniziative contemporaneamente in tre città – Roma, Milano e Palermo – accompagnate dall’hashtag #NonStiamoSereni, per chiedere al governo interventi urgenti sulla tutela dei redditi, sulle tasse con l’alleggerimento del carico fiscale, sulle risorse per il welfare, la sanità e la non autosufficienza: per questo reclamano modifiche alla legge di stabilità. Ma sottolineano anche la linea del dialogo e la forza dell’unità sindacale.  Ad oggi “siamo di fronte ad una assenza di risposte sia in termini di reddito che di servizi”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha partecipato alla manifestazione a Roma insieme al leader della Cisl, Annamaria Furlan, ed al segretario generale aggiunto della Uil, Carmelo Barbagallo. Risposte che “giustamente” vengono rivendicate, già nella manovra, anche se “non vediamo segnali di volontà di discutere” da parte del governo, aggiunge Camusso. Dal palco di Milano interviene il numero uno dello Spi-Cgil, Carla Cantone, chiedendo “un incontro con il governo” a stretto giro per un confronto che può essere proficuo: “Se ci incontra insieme possiamo trovare la soluzione migliore”, dice invitando il presidente del Consiglio ad “ascoltare” loro e a far cambiare “davvero verso alla ruota”. E rilanciando, sul fronte sindacale, la necessità di “essere uniti”, perché c’è “chi vuole farci sparire”. Tutti, all’unisono, insistono ricordando “la promessa” fatta dal premier Matteo Renzi di allargare la platea degli 80 euro ai pensionati, impegno che “non ha rispettato” e che invece va “mantenuto”. Basta con “l’equazione pensionati-povertà”, ammonisce Furlan, tornando a far presente che quasi la metà dei pensionati (6,8 milioni, secondo l’ultimo bilancio sociale dell’Inps) è sotto i mille euro al mese. Il nuovo segretario generale della Cisl parla anche della pensione dell’ex numero uno Raffaele Bonanni, che ha lasciato la guida del sindacato proprio tra sospetti e accuse sulle sue ultime retribuzioni e sul trattamento pensionistico: “Stiamo verificando. Se qualcuno ha sbagliato si prenderà le sue responsabilità”. Ma a preoccupare i sindacati è anche la questione del Tfr e dell’aumento della tassazione sui fondi pensioni, per i quali si profila “un rischio mortale”, dice Barbagallo, accusando Renzi di fare “il gioco delle tre carte: deve avere delle origini meridionali…”, ironizza. In platea a Roma c’è anche qualche esponente politico, come l’ex sindacalista della Fiom e ora deputato di Sel Giorgio Airaudo e il deputato della minoranza Pd Stefano Fassina, che dice: “Credo che le domande dei pensionati vadano ascoltate. Sono qui perché rappresentano una parte importante del Paese e credo anche una parte importante del Partito democratico”. Il filo conduttore è la richiesta di attenzione per i pensionati (ma anche per i giovani). “Non stiamo sereni”, dice il segretario generale dello Spi-Cgil, “anzi, siamo molto arrabbiati perché in 15 anni abbiamo perso fino al 30% del potere di acquisto delle nostre pensioni”. Da qui la richiesta di poter “contrattare” con il governo e le regioni. “Si devono dimenticare – spiega Cantone – di ridurre il welfare, la sanità e l’assistenza perché ci sono i tagli lineari, noi non lo permetteremo, vogliamo veder tutelate le nostre pensioni”. Tra le richieste, “lavoro per gli adulti che lo perdono e per i giovani che lo cercano, un contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro e di diamante, sopra i 10.000 euro al mese, politiche sanitarie e di welfare” a sostegno degli anziani e quella di pagare a tutti la pensione all’inizio del mese (anche per gli 800mila che hanno il doppio trattamento Inps ed ex-Inpdap per i quali la legge di stabilità fa slittare dal prossimo gennaio il pagamento al 10 del mese). Da Palermo conclude la giornata il segretario generale della Uil pensionati, Romano Bellissima, contestando al governo il fatto di “non trattare più e di parlare solo con Confindustria”. Da Roma invece chiude il segretario nazionale della Fnp-Cisl, Attilio Rimoldi, insistendo sulla linea dell’unità sindacale: “Uniamoci e vediamo se possiamo ottenere qualche risultato” perché “insieme abbiamo più forza”. Insieme, Cgil, Cisl e Uil, torneranno in piazza sabato 8 a Roma per la manifestazione nazionale del pubblico impiego (dodici categorie, comprese scuola e sanità) in difesa dei servizi pubblici e per lo sblocco dei contratti, fermi da sei anni. Vanno rinnovati, altrimenti, torna a dire Barbagallo, “noi faremo anche lo sciopero generale”. In ballo c’è già invece, per l’inizio di dicembre, quello della Cgil (escluso dalla Cisl). (di Barbara Marchegiani/ANSA)

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