Conte avvisa El Shaarawy, decida se essere un big

MILANO. – Gambe svelte e piedi fini non bastano nell’Italia di Antonio Conte. “Per vincere servono metodo, disciplina e il sacro fuoco. Alcuni ce l’hanno, altri meno: devo essere bravo ad alimentarlo e farlo divampare”, ha chiarito il ct. Il discorso vale per tanti ma c’è una postilla per Stephan El Shaarawy. “Ha potenzialità notevoli ed é giovane. Sta a lui – ha notato Conte – decidere se diventare un grande calciatore o uno normale. Ha le caratteristiche per lasciare il segno in Italia e all’estero. Io ci punto, e lo fa anche il mio amico Inzaghi”. L’attaccante del Milan ha ancora la partita con la Sampdoria per trovare posto fra i convocati, altrimenti rischia di perdere l’appuntamento con la maglia azzurra a San Siro, dove l’Italia domenica 16 novembre cercherà di fare passi avanti verso l’Europeo 2016 contro la Croazia nella sfida fra le due squadre a punteggio pieno del girone H. El Shaarawy potrebbe accontentarsi della chiamata per l’amichevole del martedì successivo contro l’Albania, dove non potrà giocare chi è sceso in campo a Milano. Conte ha annunciato “convocazioni corpose” e “qualche nome nuovo”: sul taccuino del ct ci sono nomi come Okaka, ma anche Rugani dell’Empoli e Romagnoli della Sampdoria, questi ultimi però già convocati dall’Under 21 per l’amichevole di lunedì 17 novembre contro la Danimarca. Fra i dubbi c’è sempre quello legato a Mario Balotelli. Conte lo vuole chiamare ma aspetta di vedergli giocare almeno 2-3 partite di fila all’altezza. Intanto il ct sta completando il giro dei ritiri (“Mancano 8 squadre, non ci dimentichiamo di nessuno”) e mentre il campionato entra nel vivo si attende “performance in crescita”. Anche perché deve trovare soluzioni in difesa, dove con la Croazia mancheranno lo squalificato Bonucci e gli infortunati Astori e Barzagli. “Non mi dispero, troverò soluzioni che danno garanzie”, ha spiegato Conte durante la presentazione a Palazzo Marino della sfida di San Siro, tracciando un bilancio della sua nuova vita (“Ora ho più tempo per la famiglia, ma non troppo”) e della sua nazionale. “E’ difficile prevedere dove saremo fra due anni. Ora siamo dietro a Germania, Spagna, Olanda, Belgio e Francia – ha ammesso -. Veniamo da una cocente delusione, abbiamo preso coscienza dei gravi problemi del calcio italiano, ed è importante anche che le nostre squadre vadano avanti in Europa. Abbiamo tempo per colmare il gap. Ora conta qualificarsi all’Europeo per fare qualcosa di straordinario in quel mese in Francia”. Per il ct “la partita con la Croazia arriva nel momento giusto per vedere a che punto siamo del nostro percorso”. E nello stadio che più volte lo ha fischiato quando allenava la Juventus, e che da tempo non si riempie per le partite di Milan e Inter, Conte ora vuole misurare l’affetto del pubblico per la sua Italia: “Vogliamo regalare ai tifosi entusiasmo, emozioni e orgoglio”. E il sindaco Giuliano Pisapia ha promesso: “Il pubblico di Milano sarà il dodicesimo uomo in campo”.