Rosetta, fiato sospeso per discesa sulla cometa

ROMA. – La lunga giornata di Rosetta promette di essere ancora più emozionante del previsto: la storica manovra di discesa, la prima mai tentata sulla superficie di una cometa, potrebbe riservare sorprese a causa del problema tecnico al sistema di atterraggio del lander Philae, destinato a posarsi sulla superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko intorno alle 17,00 di oggi (ora italiana). Fiato sospeso, quindi, per la discesa del lander. Il problema tecnico era stato rilevato nella notte dai tecnici che stanno seguendo la missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) dal centro di controllo che si trova in Germania, a Darmstadt. Alle 8,30 del mattino si è deciso comunque di dare il via libera alla separazione di Philae dalla sonda Rosetta e la manovra è avvenuta, come previsto, alle 9,35 italiane. La conferma è arrivata alle 10,03, ossia 28 minuti più tardi: tanto è il tempo necessario perchè il segnale arrivi al Centro di controllo. Rosetta ha ‘lanciato’ il lander Philae nella traiettoria programmata dei tecnici per raggiungere il sito di atterraggio Agilkia. Quindi la sonda ha cominciato ad allontanarsi per seguire in sicurezza la discesa di Philae. Il primo ‘bip’, ossia il primo segnale inviato da Philae a Rosetta e da questa spedito a Terra, è stato registrato dopo circa due ore. Nel frattempo la lunga discesa prosegue l’arrivo sulla cometa e intorno alle 17.00 italiane si attende la conferma dell’atterraggio. La speranza è che questo avvenga su un terreno non accidentato. Nella notte era stato infatti rilevato un problema nella possibilità di attivare il sistema di discesa che impedisce al lander di rimbalzare sul suolo della cometa al momento dell’atterraggio. In particolare sembra non funzionare il piccolo motore a razzo che si trova sul ‘tetto’ del lander e che deve entrare in azione a circa 40 minuti prima che Philae si posi sulla cometa, per rendere la manovra più morbida. Nell’ultima fase della discesa il ‘carrello’ di Philae libera infatti degli arpioni collegati a cavi di 45 metri, mentre il piccolo motore contrasta la spinta portando il veicolo verso l’alto e mantenendo i cavi in tensione, mentre un altro dispositivo li riavvolge lentamente fino al momento in cui le zampe toccano il suolo. ”Abbiamo bisogno di un po’ di fortuna nel non atterrare su una roccia o su un pendio ripido”, ha detto il responsabile delle operazioni di Philae, Stephan Ulamec.

”Una cometa è come un cavallo imbizzarrito”, ha osservato il coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini. ”E’ un oggetto molto difficile e a rischio, che nessuno ha mai avvicinato tanto in precedenza”, ha aggiunto. E’ imprevedibile, quindi, quello che accadrà. Tuttavia è certo che il lungo viaggio di Rosetta finora è stato costellato di successi. Lanciata il 2 marzo 2004, Rosetta ha raggiunto la distanza di 511 milioni di chilometri dalla Terra dopo aver rimbalzando due volte fra Terra e Marte per prendere la ‘rincorsa’ necessaria a raggiungere la cometa. Prima di arrivare a destinazione ha avvicinato altri due fossili del Sistema Solare: gli asteroidi Steins e Lutetia. L’8 giugno 2011 la sonda è entrata in uno stato di ibernazione dal quale il computer di bordo l’ha risvegliata il 20 gennaio 2014. Nel maggio scorso ha cominciato a preparare la manovra di avvicinamento che l’ha portata a diventare il veicolo che più di ogni altro si è avvicinato ad una cometa. Nella lunga storia di Rosetta l’Italia è sempre stata in prima fila, con la planetologa Angioletta Coradini, scomparsa nel 2011, e poi con Asi, con le università Parthenope e di Padova, il Politecnico di Milano, Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Importante la partecipazione dell’industria, con le aziende del gruppo Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex ES. Sono italiani i due ricercatori alla guida della missione, Paolo Ferri e Andrea Accomazzo, e degli 11 strumenti a bordo di Rosetta tre sono italiani. Sono lo spettrometro Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer), di cui è responsabile Fabrizio Capaccioni, dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf (Iaps-Inaf); Giada (Grain impact analyser and dust accumulator), progettato da Luigi Colangeli e del quale è responsabile Alessandra Rotundi, dell’università Parthenope. (di Enrica Battifoglia/ANSA)

http://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2014/08/06/la-sonda-rosetta-e-arrivata-alla-cometa_4c281d82-c8b6-4179-be79-ad100133aa1c.html

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