Il Papa ai leader del mondo, basta violenze ai cristiani

CITTA’ DEL VATICANO. – “Accorato appello” del Papa ai leader internazionali e locali, e alla coscienza di tutti, perché si assicuri sicurezza, serenità, libertà religiosa ai cristiani perseguitati nel mondo. Papa Francesco lo ha rivolto alla fine dell’udienza generale in piazza San Pietro, e l’appello ricalca, e rafforza, altri interventi personali del Pontefice e della sua diplomazia, non ultimo quello del card. Jean Louis Tauran, lo scorso 6 novembre, dopo l’uccisione in Pakistan di una coppia di sposi cristiani, genitori di 4 figli, arsi vivi perché accusati di blasfemia. Papa Francesco ha chiesto oggi azioni politiche e mobilitazione di coscienze, affermando che i cristiani “hanno diritto di trovare nei propri Paesi sicurezza e serenità, professando liberamente la nostra fede”. “E adesso, – ha detto a braccio – per tutti i cristiani perseguitati perché cristiani, vi invito a pregare il Padre Nostro”. E così ha fatto, insieme agli oltre 13mila radunati in piazza San Pietro. L’appello di oggi per i cristiani fa seguito a quello che ieri il papa latinomaericano ha rivolto ai leader del G20, per azioni concrete contro gli abusi finanziari, azioni concrete contro il conflitto in Medio oriente, che genera fame, emarginazione e terrorismo, e per azioni concrete per uscire dalla recessione globale valutando i risultati non solo sugli “indici globali”, ma sul miglioramento della vita delle persone. Attraverso questi appelli il Papa dispiega la sua “diplomazia concreta” e di dialogo, indispensabile al mondo. Quella stessa diplomazia, che, ha ricordato in udienza generale parlando in spagnolo ai pellegrini latinoamericani, portò all’accordo di Beagle del 1984, che scongiurò la guerra tra Argentina e Cile. Il Papa ha invece dedicato la catechesi alle “prerogative umane” che devono affiancare quelle “spirituali” in ogni buon ecclesiastico che voglia alimentare “fede, speranza e testimonianza della carità”. “Accoglienza, sobrietà, pazienza, mitezza, affidabilità, bontà di cuore sono la grammatica di base di ogni ministero, – ha detto – devono essere la grammatica di base di ogni vescovo, presbitero, diacono”. E perché non se ne dimenticasse nessuna, ha ripetuto l’elenco davanti agli oltre 13mila radunati in piazza San Pietro. Prima dell’udienza generale, – prima di salutare i bimbi malati e i malati in carrozzella che hanno seguivano l’udienza in aula Paolo VI a causa del maltempo, – papa Francesco aveva incontrato una trentina di partecipanti al Forum cattolico islamico. (giovanna.chirri@ansa.it)

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