Rosetta: missione compiuta, il Lander Philae tocca il suolo della cometa

ROMA. – Erano le 17 e 05 in Italia quando dallo spazio è arrivato il sospirato segnale : il lander Philae è atterrato. Sano e salvo. Philae ha preso terra sulla superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, sul punto prestabilito che è stato chiamato “Agilkia”.

Il modulo di atterraggio si era staccato dalla sonda madre Rosetta alle 10 e 09 e, nelle priume ore del pomeriggio, si erano addensati motivi di preoccupazione a causa di un razzo che doveva spingere Philae verso la superficie mentre un arpione si conficca al suolo ancorandola, che sembrava non funzonare.  Si tratta del sistema di discesa che impedisce al lander di rimbalzare sul suolo della cometa. Tutto,  comunque, è andato per il meglio ed il piccolo modulo alle 17 e 05 italiane ha toccato…cometa , inviando l’atteso segnale a terra.

Rosetta story.

Rosetta è la missione Cornerstone del programma ESA Horizon 2000 dedicata all’esplorazione dei corpi minori del Sistema Solare. È stata lanciata il 2 marzo 2004, ha effettuato con successo il fly-by dell’asteroide Steins (2008) e ha effettuato un fly-by dell’asteroide Lutetia il 10 luglio 2010, ma il suo obiettivo primario è quello di effettuare una serie di indagini dettagliate sulle caratteristiche della “sua” cometa 67P/Churyumov-Gerasimenkodopo.

Dopo i due fly-by, il percorso di Rosetta è proseguito in stato di ibernazione: per la parte più lontana dal Sole, quando ha viaggiato verso l’orbita di Giove dove i suoi pannelli solari non potevano garantire sufficiente energia per gli strumenti ed apparati di bordo, Rosetta è stata messa in profondo letargo per 31 mesi. Si è poi svegliata automaticamente, comandata da un suo orologio interno e senza segnali provenienti dalla Terra, il 20 gennaio 2014.

Dopo il risveglio, Rosetta ha continuato l’avventura con un’altra tappa fondamentale: il rendez-vous del 6 agosto 2014 con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che scorterà nel suo avvicinamento al Sole fino alla fine del 2015. La navicella di Rosetta è composta da un orbiter, dove sono situati i sensori per gli esperimenti di remote sensing, e un lander, chiamato Philae, che è stato rilasciato sulla superficie della cometa oggi, con l’obiettivo di effettuare una serie di misure delle caratteristiche fisiche della superficie e per studiare la struttura interna del nucleo.

Obiettivi Scientifici.

Il principale obiettivo scientifico della missione è la comprensione dell’origine delle comete e delle relazioni tra la loro composizione e la materia interstellare quali elementi fondamentali per potere risalire alle origini del Sistema Solare. La ricerca di materiali inalterati si ottiene tramite l’esplorazione cometaria poiché le zone esterne del Sistema Solare contengono materiale ricco di sostanze volatili che non è stato processato nelle zone interne caratterizzate da alte temperature. L’esplorazione della cometa consiste nella caratterizzazione del suo nucleo e della chioma, la determinazione delle loro proprietà dinamiche, lo studio della morfologia e della composizione. In particolare, lo studio della mineralogia e dei rapporti isotopici degli elementi volatili e refrattari del nucleo fornirà informazioni preziose sulla composizione della nebulosa che, nei modelli correnti, si pensa sia stata all’origine del Sistema Solare. Per raggiungere questi obiettivi la navicella orbiterà a lungo attorno alla cometa, seguendola nel suo viaggio di avvicinamento e poi di allontanamento dal Sole, mentre il lander Philae, ora che è  atterrato sulla cometa, permetterà di effettuare misure in-situ e di campionare del materiale alla superficie del nucleo per una analisi chimico-mineralogica dettagliata.

Contributo italiano.

La partecipazione italiana alla missione Rosetta è significativa ed articolata. Consiste di tre strumenti scientifici dell’orbiter: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) il cui responsabile  è il Dott. Fabrizio Capaccioni dell’IAPS (INAF Roma), GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) la cui responsabile  è la Dott.ssa Alessandra Rotundi dell’Università “Parthenope” di Napoli e la WAC (Wide Angle Camera) di OSIRIS del Prof. Cesare Barbieri dell’Università di Padova (responsabile  Dr. Holger Sierks, MP Institute fur Sonnensystem). A bordo del lander, poi,  è italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (SD2), realizzato da Galileo Avionica ed la cui responsabile è la Prof.ssa Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano, ed il sottosistema dei pannelli solari (Politecnico di Milano). Infine, l’Italia ha anche fornito manpower al Lander Project Team.(aise)