Sophia Loren, mai dimenticate le mie origini

LOS ANGELES. – Sophia Loren emerge dalle quinte del Dolby Theatre, il teatro degli Oscar, avvolta in un scintillante abito nero e argento. Il pubblico si alza in piedi e le tributa due minuti ininterrotti di applausi. A 80 anni la diva italiana più amata di Hollywood non viaggia spesso verso gli Stati Uniti, quando lo fa riceve sempre la stessa calorosa accoglienza. Sophia Loren è un mito da queste parti. Accompagnata dai figli Edoardo e Carlo, Sophia è stata festeggiata con un tributo organizzato dall’AFI, American Film Institute, nell’ambito del festival che sta avendo luogo in questi giorni a Los Angeles. Sul palco del Teatro degli Oscar è stata intervistata da Rob Marshall, il regista che l’ha diretta nel suo ultimo film, Nine (2008), e ha raccontato numerosi aneddoti della sua luminosa carriera: “Ero sempre puntuale sul set… Marlon Brando? All’inizio non andavamo d’accordo. Cary Grant? per me una persona speciale… Clark Gable aveva un orologio che alle 5 suonava sempre”. Il pubblico ride, la adora e viene colpito dalla sua umiltà. Ha un sorriso per tutti, stringe mani, non risparmia sorrisi, chiacchiera con chiunque riesca a raggiungerla. “Non ho mai scordato le mie origini, da dove vengo, la Napoli della guerra, della violenza e della fame”. Poi Marshall le chiede della foto, recentemente ripubblicata, in cui una giovanissima Sophia Loren viene ritratta a guardare, con un’espressione accigliata, la profondissima scollatura di Jayne Mansfield: “Ero seriamente preoccupata che tutto quel ben di Dio cadesse sul tavolo!”, ha detto fra le risate del pubblico. La scena era stata riproposta in un recente episodio della serie tv “Modern Family”, e così, un’altra Sofia, la Vergara, è salita sul palco per proclamare che sì, lei si chiama quasi allo stesso modo, ma c’è una sola Sophia!. La serata è poi proseguita con la proiezione della versione restaurata di Matrimonio all’italiana, per cui la Loren ricevette un Oscar 50 anni fa preceduta dallo screening del corto di Edoardo Ponti The Human voice, documentario nel quale la Loren si racconta al figlio: “Mi ha dato la vita, il minimo che spossa fare è fare un film per lei”, ha detto il regista, secondo figlio della Loren e di Carlo Ponti. “Mia madre non ha nulla da dimostrare al mondo, non deve mettersi nuovamente alla prova. Quindi perché rischiare aprendosi così al pubblico? Perché è un’artista”.  (di Francesca Scorcucchi/ANSA)

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