Ebola: caos Coppa d’Africa, il Borussia Dortmund blocca l’attaccante Pierre Aubameyang

ROMA. – Meglio prevenire che giocare. Almeno quando c’è di mezzo il virus Ebola. E così il Borussia Dortmund ha impedito a un suo giocatore, l’attaccante Pierre Aubameyang, di raggiungere la sua nazionale, il Gabon, per le gare di qualificazione alla Coppa d’Africa contro Angola e Lesotho. Formalmente, il ‘no’ alla federazione gabonese – almeno secondo la ricostruzione della Bild – è stato motivato dalla convocazione arrivata con un giorno di ritardo, ma secondo i più il mancato nullaosta è invece da collegare ai rischi di contagio di Ebola che ha già fatto 5.000 vittime nel mondo. ”La mia federazione ha commesso un errore. Forse potrei andare a giocare la seconda partita”, il dribbling dell’attaccante giallonero, già autore di 9 gol in questa stagione con il Dortmund. Il giocatore e la sua federazione dovranno trovare un accordo con il Borussia che, secondo Bild, tenta da diversi giorni di convincere l’attaccante a restare in Germania per non correre alcun rischio. Il caso-Aubameyang resta al momento un ‘unicum’, visto che agli altri giocatori africani impegnati nelle eliminatorie della Coppa continentale non è posto alcun ‘paletto’: è il caso di Traorè (M’bach-Guinea), Makiadi (Werder Brema-Congo), Kalou (Herta Berlino-Costa d’Avorio), Sanè (Hannover-Senegal), Baba (Augsburg-Ghana), Choupo-Moting (Schalke-Ghana). Identica situazione anche nella Serie A, con i giocatori lasciati liberi di rispondere alla convocazione nelle rispettive nazionali. E’ il caso dei sampdoriani Mesbah e Duncan, con l’esterno algerino regolarmente partito in vista della sfida contro l’Etiopia, mentre il ghanese non è stato convocato (ma il club ligure assicura che nel caso dovesse arrivare la chiamata non ci saranno divieti). Allo stesso modo si sono comportati i club in cui militano i vari Badu, Acquah, Gervinho, Keita, Mbaye, Dramè, Belfodil, Ghoulam, Lazaar che si sono regolarmente aggregati alle loro nazionali, e i diversi club che hanno ribadito che seguiranno le indicazioni del Ministero della Salute per avere il quadro esatto della situazione e direttive precise in tema di prevenzione. Al nigeriano Eddy Onazi (Lazio) più che Ebola fa però paura il Congo: “Non possiamo permetterci di sbagliare: dobbiamo qualificarci a tutti i costi per la Coppa d’Africa”, dice il Onazi per nulla preoccupato delle vicende extracalcistiche. E mentre i giocatori sono sparsi per il continente per il quinto turno di eliminatorie, la Coppa d’Africa ancora non ha trovato la nuova sede destinata ad ospitare la fase finale (17 gennaio-8 febbraio) dopo la rinuncia del Marocco. Angola, Gabon, Guinea Equatoriale, Nigeria, restano i Paesi più accreditati ma sono di oggi anche le ‘avances’ del Qatar che, pur se non Paese africano, ha avanzato la sua candidatura, anche se non ancora in via ufficiale. “Il Qatar è pronto a fornire tutta l’assistenza per organizzare CAN-2015” ha detto il presidente della Federcalcio qatariota, lo sceicco Hamad bin Khalifa bin Ahmed Al Thani, che probabilmente intravede nella Coppa d’Africa una sorta di occasione per testare il livello organizzativo dell’emirato destinato ad organizzare la Coppa del Mondo 2022.

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