Unione Europea, gli interessi nazionali spaccano i 28

BRUXELLES. – Ancora una volta a prevalere sono gli egoismi nazionali, e a farne le spese sono studenti, ricercatori, imprese e cittadini europei. Un’intera giornata di negoziati tra i 28 non ha partorito alcun accordo sul bilancio Ue né per il 2014 né per il 2015. Dopo quasi 11 ore di sterile negoziato, tutto è rinviato a lunedì mentre i 28 cercheranno nel weekend una posizione comune in vista del confronto con il Parlamento che da mesi critica i tagli proposti dalle capitali. Tra i tanti fondi in ostaggio dell’intestardirsi delle capitali, anche i 16,3 milioni di aiuti del fondo di solidarietà per l’alluvione in Sardegna, oltre a quelli anche più sostanziosi già promessi a molti altri paesi, dalla Slovenia alla Serbia. La presidenza italiana dell’Ue, che con il sottosegretario Enrico Zanetti gestisce i negoziati sia tra gli stati membri sia tra Consiglio e Parlamento Ue, si affanna alla ricerca della quadratura del cerchio. Si tratta infatti di un difficile compromesso che deve riuscire allo stesso tempo a cominciare a saldare i pagamenti in ritardo dei fondi Ue già dovuti, ora a 26-28 miliardi euro, e a rilanciare gli investimenti in crescita e innovazione per il prossimo anno ma senza chiedere troppi sforzi agli stati membri. E’ caduto quindi nel vuoto l’appello della Commissaria per il bilancio, Kristalina Georgieva. “Non bisogna concentrarsi solo sulle cifre e il gergo tecnico, ma pensare che siamo in momento critico in Europa e dobbiamo riguadagnare la fiducia della nostra gente”, aveva detto al mattino, in apertura di lavori. “I soldi ci sono”, almeno per colmare parte del buco dei pagamenti per il 2014 – circa 5 mld – e questo “senza toccare le tasche degli stati membri”, aveva poi sottolineato. Ma il giudizio del Parlamento europeo sulle capitali è severo. “E’ scandaloso che gli stati membri non abbiano ancora trovato una revisione comune quando invece sulla revisione dei contributi al bilancio (quella che permetterà alla Gran Bretagna di rateizzare il suo contributi supplementare da 2,1 ml, ndr) si sono immediatamente accordati” dice Jean Arthuis, presidente della Commissione bilancio. “Siamo esasperati dal comportamento del Consiglio, non è mai successo di arrivare all’ultimo giorno disponibile per l’accordo senza una posizione comune tra i 28” aggiunge criticando il basso livello di rappresentanza politica. Il Consiglio Ue deve imperativamente trovare una posizione comune sulle modifiche al bilancio 2014 entro lunedì mattina. E’ la “condizione necessaria” per poter cominciare a negoziare con l’Europarlamento. Questo chiede tra l’altro la totale accettazione della proposta della Commissione per ‘chiudere’ il buco e iniziare a discutere del bilancio 2015. Su questo punto restano distanti, con un fossato di “6 miliardi”, ha ricordato il sottosegretario Zanetti, le posizioni del Consiglio e del Parlamento. (di Lucia Sali/ANSA)