La sfida del G20, un piano d’azione per la crescita

Pubblicato il 14 novembre 2014 da redazione

BRISBANE (AUSTRALIA). – Il solo rigore non basta e l’unica strada oggi e’ tornare a discutere di crescita. Il premier Matteo Renzi atterra a Brisbane per il G20 ribadendo quello che ormai per lui è un mantra. E non solo in Europa. Come dimostra l’agenda del tavolo dei Grandi che si apre in Australia e che ha messo al primo punto la crescita e la creazione di posti di lavoro. Con i leader pronti a mettere nero su bianco un ‘piano di azione’ che rimetta in moto l’economia mondiale, facendola crescere di almeno il 2% nei prossimi 5 anni, anche attraverso la leva degli investimenti, sopratutto quelli in infrastrutture e con la partecipazione di capitale privato, da realizzare con una potenza di fuoco da 2000 miliardi di dollari. Con i segnali di debolezza che rimbalzano da una parte all’altra del pianeta e l’Fmi che arriva a Brisbane con un forte appello a un colpo di reni per rilanciare la ripresa, il G20 australiano – come ha fortemente voluto il padrone di casa Tony Abbott – metterà a punto un documento finale in cui la parola d’ordine sarà dunque la crescita. A Brisbane il summit del weekend si preannuncia denso. E non solo sul fronte puramente economico. Sul tavolo rimbalzerà di certo – e non è escluso che un riferimento approdi anche nel draft finale dei lavori – l’intesa sul taglio dei gas serra tra Obama e la Cina che riapre la partita sul climate change (il leader Usa tra l’altro annuncerà un contributo di 3 miliardi di dollari a un nuovo fondo internazionale che nascerà per aiutare i Paesi più poveri ad affrontare la lotta contro i cambiamenti climatici). E, ancora, non si potranno ignorare i nuovi venti di guerra che spirano in Ucraina, alla presenza del presidente russo Vladimir Putin, atteso anche da un faccia a faccia con Matteo Renzi a margine dei lavori, mentre non sembrano in programma un colloqui con Obama. Spazio ci sarà poi per la crisi mediorientale e l’emergenza Isis, senza dimenticare il dramma Ebola, su cui gli Usa spingono i leader a un maggiore impegno. E in un vertice in cui la missione ‘crescita’ passerà pure per impegni precisi sulla lotta all’evasione e ai paradisi fiscali, debutterà il nuovo presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. Proprio nel pieno della bufera per il caso LuxLeaks e le sue presunte responsabilità quando era premier lussemburghese. La spinta alla crescita e all’occupazione che dominerà i lavori del summit sarà in ogni modo musica per le orecchie di Renzi. Quei temi in cima all’agenda del G20 sono da sempre il suo punto di riferimento in Europa ed il vertice di certo gli fornirà un’utile sponda nel pressing a Bruxelles mentre arrivano anche i dati del pil nel terzo trimestre. Un calo dello 0,1% – si fa notare a Palazzo Chigi – atteso: cosa che “non consola”, ma neanche preoccupa. Perchè se un problema crescita c’e’ in Italia, ormai riguarda tutta Europa. Anche a Brisbane la ‘chiave’ per far ripartire l’economia saranno gli investimenti – la stessa su cui Roma spinge a Bruxelles – inclusi quelli privati. E si cercherà di fare anche un passo avanti: creare una sorta di ‘hub’, una cabina di regia a livello G20, magari anche con il monitoraggio di organismi internazionali come l’Ocse. Per Renzi inoltre il viaggio in Australia – dopo il G20 proseguirà verso Sydney, dove incontrerà la comunità italiana ma anche gli investitori australiani – potrebbe essere l’occasione anche per un incontro con il premier indiano Modi sullo spinoso dossier marò. Nell’agenda del premier tanti anche i bilaterali. Oltre a Putin, quelli con il premier australiano Abbott, con il presidente messicano Nieto, con la brasiliana Roussef, con il presidente dell’Ocse Gurria. La tranquilla città australiana di Brisbane, blindata e deserta, si prepara intanto all’evento. Migliaia di poliziotti per le strade, viabilità bloccata, controlli e massima allerta hanno preso il posto della normale vita quotidiana. Tutto chiuso, dai negozi alle banche, la città si è fermata proclamando un giorno di festa per far posto ai Grandi. (dell’inviata Marina Perna/ANSA)

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