Ucraina: la Nato accusa Mosca, grave rafforzamento militare

BRUXELLES. – La Nato accusa la Russia di aver messo in atto non un ritiro delle truppe ma “un grave rafforzamento militare” alla frontiera con l’Ucraina che comprende “truppe, artiglieria, carri armati e forze aeree avanzate”. Il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg, lancia la denuncia arrivando al Consiglio dei ministri europei della Difesa, il giorno dopo che i ministri degli esteri europei hanno deciso di andare avanti sì con le sanzioni, ma rinunciando alla escalation e cercando piuttosto di riannodare, con la guida di Lady Pesc Federica Mogherini, il dialogo con Cremlino. Una “ricerca di dialogo” che, secondo il ministro della difesa Roberta Pinotti, “non c’è dubbio che debba continuare”. Stoltenberg, riprendendo un concetto del nuovo ‘ministro degli esteri’ europeo, ribadisce che “Ue e Nato vogliono un negoziato pacifico della crisi” e che sta a Mosca la scelta: “Essere parte della soluzione o essere il problema e continuare sulla strada dell’isolamento”. Ma intanto a Mosca e Kiev è volato il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, proprio per cercare di riaprire il dialogo che al G20 di Brisbane è stato condito di asprezze. Dopo gli incontri con il presidente Petro Poroshenko a Kiev e con il ministro degli esteri Serghiei Lavrov, il giudizio del capo della diplomazia di Berlino è che la situazione in Ucraina orientale “non dà motivo di ottimismo”: “E molto pesante e preoccupante e si sta aggravando”. Tuttavia Steinmaier, come scritto ieri nelle conclusioni del Consiglio Esteri, insiste sul rispetto dell’accordo di Minsk, siglato a inizio settembre, in coincidenza con il vertice Nato in Galles dando il via ad una tregua, sia pure fragile e continuamente violata. “Sarebbe una grave perdita abbandonarlo”, dice. La controparte, Serghiei Lavrov, nella parte della colomba del Cremlino, al mattino esprime la “speranza” che “non sia ancora stato oltrepassato” il “punto di non ritorno” nei rapporti con l’Unione europea. “Noi siamo interessati a un progressivo sviluppo delle relazioni” con la Ue, aggiunge lanciando segnali apparentemente distensivi. Che arrivano mentre Vladimir Putin invece assicura il mercato interno affermando che gli agricoltori russi saranno in grado di neutralizzare l’embargo europeo. E dopo l’incontro con Steinmeier, il ministro degli esteri russo lo definisce “utile”, affermando che “prosegue nonostante le posizioni diverse”. Una diversità di vedute che si concentra essenzialmente sullo status della Crimea e delle regioni orientali. Con la Ue che continua ad insistere sulla “illegittimità ed illegalità” tanto dell’annessione della prima quanto delle elezioni nel Donbass. Ma, secondo fonti diplomatiche, tra i 28 della Ue si sta cominciando a fare strada l’idea che sarà necessario trovare un accordo realistico. (di Marco Galdi/ANSA)

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