Violenza donne: città unite contro, anche New York

NEW YORK. – Città unite per la lotta alla violenza contro le donne: dopo Delhi, Kigali e il Cairo, adesso c’è anche New York. Un memorandum d’intesa é stato firmato tra il municipio della Grande Mela e Un Women, l’agenzia delle Nazioni Unite in prima linea degli “Orange Days”, i 16 giorni di attivismo capillare per porre fine alla violenza di genere che dal 25 novembre, “International Day of Violence Against Women”, porteranno al 10 dicembre, la Giornata dei Diritti Umani. L’annuncio è arrivato all’accensione del Palazzo di Vetro in arancione, per la prima volta all’unisono con l’Empire State Building, presente Ban Soon-taek, la moglie del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, e poi il numero due di Ban, Jan Eliasson, e Gianluca Pastore, direttore delle comunicazioni del gruppo Benetton. “L’Empire arancione è un faro per il mondo”, ha detto la direttrice esecutiva di Un Women, la sudafricana Phumzile Mlambo-Nguka, nel corso della cerimonia in cui è stato mostrato il video creato da Erik Ravelo per Fabrica e United Colors of Benetton della ragazza “lapidata” di petali di fiori: un messaggio shock e allo stesso poetico del messaggio dell’Onu che le violenze di genere devono cessare, subito, e che gli uomini devono essere coinvolti nella campagna al pari delle donne. E’ stata anche l’occasione per una riflessione sul ruolo delle partnership tra pubblico e privato, un futuro su cui l’Onu di Ban Ki-moon è fortemente impegnato anche in vista dell’adozione degli obiettivi di sviluppo post 2015: “I privati, al pari dei governi e delle organizzazioni internazionali possono avere un ruolo chiave nelle campagne dell’Onu”, ha osservato Pastore ricordando il Dna di Benetton, con le sue campagne ancorate sui temi del sociale. Illuminare New York è illuminare un po’ anche il resto del mondo perché la violenza contro le donne è una piaga trasversale che supera censo e istruzione, confini geografici e livelli di sviluppo. Quest’anno la campagna di Un Women si intitola “Orange Your ‘Hood”, illumina il tuo quartiere, e prevede una mobilitazione capillare con iniziative da Mexico City al Kosovo, dalla Cambogia alla Striscia di Gaza. La testimonial stavolta è Teri Hatcher, “casalinga disperata”, dopo Emma Watson (la Hermione di Harry Potter) per la campagna “He for She”, che coinvolge e responsabilizza gli uomini nelle tematiche della parità di genere. L’attrice americana è stata scelta perché ha subito una violenza sessuale “e ha avuto il coraggio di parlarne”, ha spiegato la Mlambo-Nguka. Il suo caso, e quello di tante donne che “hanno deciso di non non accettare più lo stato di vittima ma sono diventate sopravvissute” aiuteranno a cambiare il modo di pensare che “nel dubbio è più facile credere a un uomo che a una donna”, ha detto la direttrice di Un Women: “E questo è un altro modo di fare, oggi, subito, la differenza”. (Alessandra Baldini/Ansa)