M5S: debacle voto, ribelli contro Grillo, è colpa tua

ROMA.- Nervi tesi nel M5S all’indomani del voto delle Regionali. La lettura rassicurante di Beppe Grillo che non giudica una debacle il 13% ottenuto in Emilia-Romagna e il 5% sfiorato in Calabria non convince tutti; anzi, riaccende vecchi rancori tra i parlamentari cinquestelle. Sul banco degli imputati, stavolta, finisce proprio il leader genovese e, come tradizione in casa pentastellata, la comunicazione. A chiamare in causa Grillo è Walter Rizzetto: il deputato friulano sfida il tabù della presenza nei talk show e va in tv per chiedere ai vertici cinquestelle di “fare autocritica”. La televisione e la gestione delle presenze da parte dello staff di Casaleggio e degli uffici stampa di Camera e Senato, sono gli altri imputati per la disfatta 5S. Insomma, è colpa di Grillo e della tv. L’analisi del voto nel M5S rischia di trasformarsi, ancora una volta, in una riflessione tutta ad uso e consumo interna. La novità è il livello dell’attacco di Rizzetto a Grillo. Per i canoni pentastellati le parole del deputato friulano sono, a dir poco, blasfeme. Basti pensare che, nel 2013, per la sola apparizione in uno studio tv su Canale 5 il senatore Marino Mastrangeli fu espulso e quasi in diretta. I tempi sono cambiati e anche il potere ‘inquisitorio’ di Gianroberto Casaleggio e dello staff di Milano. Rizzetto, almeno per il momento, evita l’espulsione, ma si becca una “scomunica”: “La sua partecipazione in tv è stata a titolo personale. Non rappresenta la posizione del M5S, né qualcuno gli ha dato questa responsabilità”, si legge in un post sul blog di Grillo. La contro-replica arriva a stretto giro ed ha il tono della sfida: “Caro Beppe, vorrei capire chi scrive i post sul Blog e come mai non si firma – afferma ancora Rizzetto – dai feedback ricevuti mi pare evidente che il problema ora sia più tuo che mio…”. Eresia! Ma il “papa ligure”, come era stato soprannominato in passato l’ex comico ligure, non replica. Quanto alla tv, la battaglia è la stessa da mesi. Al di là del “dogma” di Grillo” in base alla quale c’è il divieto per i talk show, i parlamentari criticano la gestione delle presenze. “In tv vanno sempre gli stessi, decisi da una cerchia di amici”, è la lamentela di molti. La delusione per il voto alle regionali dà la stura al malcontento di tanti. La senatrice Serenella Fucsia ne ha per tutti: su facebook scrive di “arrampicata sugli specchi”, “negazionismo”, “cerchi magici stellari”. Soprattutto, attacca lo staff comunicazione con tanto di pubblicazione sul web di “foto segnaletiche” dei componenti, una scelta non casuale che fa il verso alle ‘modalità’ che il blog adotta per i giornalisti finiti nel mirino pentastellato. “Se il M5S paga il “nun semo politici”, la Lega riscuote il “saperci fare ed il fare vera squadra!”, sottolinea. Poi attacca: “Meraviglia il diverso atteggiamento nei confronti della comunicazione”, aggiunge. “Gli ex responsabili Comunicazione di Senato e Camera, dopo le europee furono invitati a posizionarsi altrove: Biondo per direttissima fu spedito a far altro e Messora non so bene dove e a far cosa. Adesso invece sul gentilissimo, graziosissimo, ma fuori ruolo Dott. Ing. Capo della Comunicazione M5S Rocco, come si firma lui stesso, nessuno osa proferir parola. Non sarò mai io a voler spedire Rocco&CO su qualche isola, ma almeno un reset lo vogliamo fare prima che sia troppo tardi?”. (di Teodoro Fulgione/ANSA)

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