Moody’s: Bce non basta, l’Italia è vulnerabile, le riforme sono lente

Pubblicato il 25 novembre 2014 da redazione

ROMA. – E’ un bene che l’Italia ritardi il rientro del deficit per dare priorità alla crescita, in fondo il governo Renzi sta facendo passi avanti sulle riforme. Anzi no: riforme e consolidamento dei conti pubblici procedono a rilento, mettendo a rischio la crescita futura e rendendo la Penisola più vulnerabile di fronte ai mercati, nonostante lo scudo offerto dalla Bce. Il primo giudizio è dell’Ocse, che prevede il ritorno dell’Italia alla crescita nel 2015, sia pure con un modesto +0,2% e con una disoccupazione che viaggerà oltre il 12% ancora nel 2016. Il secondo dell’agenzia di rating Moody’s. La prima organizzazione mette l’accento sul bicchiere mezzo pieno, e riflette in un certo senso il pragmatismo e l’opportunità della politica. Mentre l’agenzia americana, che un mese fa aveva ribadito il rating sull’Italia a Baa2 con prospettive stabili notando i progressi del ‘Jobs Act’, utilizza il linguaggio crudo della finanza e mette in guardia dal fare troppo affidamento sulla Bce. Moody’s non vede un sole splendente all’orizzonte dell’economia globale. Parla di una ripresa graduale con vari rischi: una “reazione disordinata dei mercati” quando nel 2015 la Fed darà una stretta monetaria; rischi geopolitici legati alla crisi fra Russia e Ucraina; last but not least, una delusione dalla Cina e dall’Eurozona, dove “la volontà della Bce di espandere il suo bilancio sostiene i rating”, anche se al momento l’arsenale è “limitato”. E’ per questo che, nonostante rendimenti compressi ai minimi record dalle attese per acquisti da parte di Francoforte, il ‘2015 Outlook’ dell’agenzia smorza gli entusiasmi: l’Italia, con un debito da rifinanziare l’anno prossimo pari al 29% del Pil, “è uno dei Paesi dell’Eurozona più esposti” a un potenziale cambiamento dei flussi finanziari che si avrebbe se l’umore dei mercati dovesse virare verso una maggiore avversione al rischio. Vale anche per la Spagna, con un 20% circa. E con la Francia, l’Italia condivide la bacchettata per i piani di riforme che restano “incompleti” e ambizioni “già ridimensionate”: un freno per la crescita futura, su cui pende la spada di Damocle del “crescente successo” dei partiti populisti e anti-europei, leggasi Front National e Movimento 5 Stelle. Avvertendo che i Diciotto rischiano una “trappola della stagnazione” causata dai tassi reali della Bce troppo alti, l’Ocse suona tutt’altra musica: per evitare una deflazione, la Bce e i governi devono stimolare la domanda. Forse è l’attesa di un ‘QE’ imminente da parte di Francoforte, che comporterebbe quasi automaticamente l’acquisto di titoli di Stato, a far propendere per uno stop all’austerity: “Il ritmo di riassetto strutturale dei conti più lento, rispetto agli impegni precedenti, proposto da Francia e Italia nelle loro leggi di bilancio 2015, pare appropriato”, si legge nell’Economic Outlook. Giudizio positivo sulle riforme in Italia, “passi iniziali” che ora devono essere “portati avanti con determinazione” per accelerare la crescita. Priorità alla crescita, insomma, pur con un debito pubblico dell’Italia che rappresenta una “vulnerabilità significativa” e che continuerà a crescere, al 130,6% del Pil quest’anno, al 132,8% il prossimo e al 133,5% nel 2016. Ma intanto le politiche ultra-espansive continuano a tenere in allarme la Bundesbank per il rischio di effetti collaterali: “più a lungo durerà la fase di tassi di interesse estremamente bassi, più alto sarà il rischio che si possa arrivare a eccessi in alcuni segmenti di mercato”, avverte la vicepresidente Claudia Buch secondo cui “per ridurre in modo duraturo rischi di contagio tra le banche e gli Stati, i titoli di Stato nei nostri regolamenti non dovranno più essere privilegiati” e in futuro i crediti nei confronti di debitori pubblici dovranno essere adeguatamente coperti da capitale di rischio. Un’altra minaccia viene dal mercato immobiliare. Per la Bundesbank le banche tedesche rischiano “significative” perdite se l’economia dovesse peggiorare: in alcune città tedesche i prezzi immobiliari sono cresciuti rapidamente indicando che le banche sono “strutturalmente vulnerabili” a una crisi immobiliare. (di Domenico Conti/ANSA)

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14:43Ddl Bolkestein: Lega, per fortuna affossato testo del Pd

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - "È stata una lunga battaglia che ci ha visti sempre dalla parte di balneari, ambulanti e di tutte le categorie vessate dall'assurda direttiva Bolkestein. Ieri per fortuna il ddl sui balneari del Pd è stato affossato in commissione e le imprese del settore possono tirare un sospiro di sollievo. La battaglia della Lega continua perché l'obiettivo è quello di cancellare la Bolkestein che impone vincoli inaccettabili. Non vogliamo mettere cappelli sulla vittoria, non è nel nostro stile ma siamo solo molto soddisfatti per il lavoro fatto e soprattutto siamo felici per l'indotto del settore balneare che è al sicuro dalle follie del partito democratico" . Così i senatori della Lega Consiglio Nunziante, Stefano Candiani e Paolo Tosato commentano l'affossamento definitivo del provvedimento con il quale si voleva adottare in Italia la direttiva europea sulle concessioni balneari e per gli ambulanti.

14:36Calcio: Zenga, voglio un Crotone che proponga gioco

(ANSA) - CROTONE, 15 DIC - "Voglio una squadra che proponga gioco e che sappia portare i tifosi della sua parte". Si presenta così alla prima conferenza stampa pregara Walter Zenga, da una settimana alla guida del Crotone. Conferenza mattutina quella di Zenga (che offre la colazione ai giornalisti) nella quale l'allenatore ha spiegato che "è stata una settimana intensa, trascorsa a conoscere l'ambiente, i calciatori, le persone che lavorano per la società e la città. Mi sembra - ha aggiunto - di essere tornato a Catania dove c'è molta familiarità con la società, dove i punti di riferimento a cui rivolgersi sono precisi. Qui c'è un grande senso di appartenenza alla squadra da parte delle persone che lavorano con l'Fc Crotone e dei tifosi. Se uniamo tutte queste componenti possiamo fare un bel lavoro. Io ha precisato Zenga - ci metto la mia passione che voglio trasmettere alla squadra perché coinvolga poi anche il pubblico che deve aiutarci soprattutto nei momenti di difficoltà e non solo quando si gioca bene".

14:32Calcio: Oddo, non sarà l’Inter vista col Pordenone

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