La Juve scaccia il tabù-trasferta, ottavi vicini

TORINO. – Ottavi di Champions ad un passo per la Juventus. Con i tre punti strappati a Malmoe e la contemporanea sconfitta dell’Olympiacos, travolto 4-0 a Madrid dall’Atletico, il 9 dicembre ai bianconeri – di nuovo in maglia verde – basterà un pareggio per passare il turno. Nel mirino però è tornato anche il primo posto: la squadra di Allegri potrà soffiarlo proprio agli spagnoli, già aritmeticamente qualificati, battendoli a Torino con due reti di scarto. Per il momento, la Juve si gode il successo svedese, non facile per mille motivi: l’ambiente ostico, la combattività degli svedesi, il campo in cattive condizioni. Clima difficile, quindi, al ‘New Stadium’ di Malmoe, con analogie da brividi rispetto alle infauste giornate di Istanbul, un anno fa, quando i bianconeri furono cacciati dalla Champions sul campo-poltiglia per la neve. Terreno difficile anche questa volta e lo stesso arbitro della partita in Turchia, il portoghese Proenca. Era indispensabile, quindi, giocare con i nervi saldi, molta sostanza e zero fronzoli. E la Juventus l’ha interpretata bene anche se ha sofferto fino al 43′ del secondo tempo, quando Tevez ha piazzato il gol del raddoppio, timbrando l’ennesima rete stagionale. La paura di subire una beffa simile a quella incassata dalla Roma a Mosca contro il Cska si è dissolta solo nelle ultime battute e questo ha fatto prima sbuffare e poi imbufalire Allegri. Fino al sospiro di sollievo finale. Sul 2-0 è esplosa la rabbia degli svedesi per un presunto fallo di Morata nella stessa azione: due ammonizioni per proteste, poi l’espulsione di Johansson ed il pubblico del ‘New Stadium’ ad intonare cori contro la Uefa. Ma non ci sono ombre sulla vittoria bianconera, la prima dopo 5 sconfitte ed un pareggio nelle ultime sei trasferte di Champions League. Anche le proteste per un possibile fuorigioco di Llorente nel contropiede del vantaggio bianconero sono state smontate dalla moviola, che ha dato ragione a Proenca ed ai suoi collaboratori: Tinnerholm teneva in gioco l’attaccante spagnolo. La Juventus ha dovuto aspettare un tempo per scacciare i brutti pensieri: qualche volta in difficoltà contro la foga degli svedesi, ha rischiato sui contropiede del Malmoe. Ha fallito l’1-0 con un tiro troppo centrale di Vidal, ancora molto lontano dalla forma migliore. Marchisio, uno dei migliori per idee e dinamismo, ha mancato due volte l’appuntamento con il gol: prima con un tocco debole sul lancio di Pirlo, poi per una gran parata di Olsen che ha respinto il suo tiro, su imbeccata di Pogba. La Juve ha messo le cose a posto con un veemente inizio di secondo tempo: le occasioni capitate a Marchisio, pescato da Pirlo, e a Tevez, in ritardo di pochissimi centimetri su un corss di Vidal, sono state il prologo all’acuto di Llorente, perfetto nel contropiede innescato da Marchisio. Il Malmoe ha dato l’impressione di sgonfiarsi, ma poi si è ricaricato: Buffon si è scaldato parando un tiro di Adu. Due colpi di testa di Llorente con poca forza hanno fatto arrabbiare Allegri, contrariato anche da qualche errore di Vidal. Alla fine, però, Tevez, ha chiuso il conto.