Sangue a Kabul, kamikaze contro diplomatici Gb e Ong Usa

Afghanistan: kamikaze contro veicolo ambasciata Gb, 5 morti

ROMA. – Ancora sangue a Kabul, dove i talebani intensificano la loro campagna di terrore: oggi un kamikaze a bordo di un’auto imbottita di esplosivo si è lanciato contro un mezzo dell’ambasciata britannica. Cinque i morti, tra loro anche un britannico addetto alla sicurezza e un altro dipendente afghano della sede diplomatica del Regno Unito. Oltre 30 i feriti, tra cui 4 bimbi. Poi, in serata, il tentativo di attaccare con i giubbotti esplosivi una ong umanitaria statunitense è invece terminata con la morte di tre kamikaze. I talebani hanno prontamente rivendicato gli attentati, promettendo sul sito dell'”Emirato islamico dell’Afghanistan” che “fino a quando continuerà l’invasione (americana), continuerà anche la sacra Jihad”. Il ministro degli Esteri britannico Philip Hammond, in visita a Roma, ha condannato con forza “lo spaventoso attacco contro civili innocenti”. L’attentato contro l’auto dell’ambasciata britannica poteva avere un bilancio più drammatico: il kamikaze ha colpito il mezzo su una strada molto trafficata nella zona orientale di Kabul. L’esplosione è risuonata in diversi quartieri, e ha distrutto molte altre auto. Al calar della sera, un altro boato ha scosso la capitale. Nel mirino questa volta il distretto di Wazir Akbar Khan, dove sorgono numerose ambasciate e vivono molti stranieri. Secondo i media locali, alcuni militanti armati sono penetrati all’interno del compound della ong americana Ird (International Relief & Development). Uno di loro è riuscito a farsi esplodere, mentre le forze speciali hanno ucciso altri due kamikaze. Un nepalese della sicurezza della ong è rimasto ferito. L’Ird è attivo in Afghanistan dal 2004. Già in passato l’organizzazione ha subito due gravi attacchi, nel 2010 nella provincia di Helmand e nell’ottobre 2011 in quella di Kandahar. E proprio nella martoriata provincia meridionale di Helmand, gli insorti hanno realizzato oggi quello che hanno definito un “complesso attacco” a una base dell’esercito afghano. Incerto il bilancio. Gli attacchi di Kabul arrivano a soli tre giorni da un attentato costato la vita a due soldati americani, ancora nella zona orientale della capitale. Appare evidente che con l’avvicinarsi del termine per il ritiro delle truppe straniere dal Paese, i talebani abbiano aumentato attacchi e attentati. Domenica una delle stragi più efferate: un kamikaze si è fatto esplodere mentre era in corso una partita di pallavolo nel distretto di Yahyakhail, nell’Afghanistan orientale. Il tragico bilancio è stato di 40 morti e oltre 60 feriti. A partire dal primo gennaio 2015, la forza Nato verrà ridotta a 12.500 unità, che avranno compiti di addestramento e consulenza dell’esercito afghano. Ma il timore che l’Afghanistan diventi un ‘nuovo Iraq’, sottolineato con forza da molti esperti e osservatori, ha spinto Washington a decidere di mantenere una propria forza, prorogando di anno le operazioni di combattimento delle truppe Usa contro i talebani e altri gruppi militanti nel caso di minacce ai soldati e al governo di Kabul.

Condividi: