Black Friday, corsa agli acquisti in Usa. Ressa a Londra

novabuzzer_black_fridayNEW YORK. – Corsa ai saldi prenatalizi in America. La frenesia del Black Friday, il venerdì degli sconti che tradizionalmente apre la stagione di Babbo Natale, ha travolto come di consueto il popolo a stelle e strisce: già molte ore prima dell’apertura dei negozi, in molti si sono messi in fila per accaparrarsi l’oggetto del desiderio a prezzi stracciati. E mentre in Missouri e non solo sulla corsa allo shopping si allunga la protesta di Ferguson, la frenesia quest’anno ha varcato anche l’Oceano, e numerose resse ai negozi sono state registrate anche a Londra e in tutto il Regno Unito. Il Black Friday è diventato da qualche anno per gli americani una due giorni fitta di sconti, con le principali catene di grandi magazzini che cominciano ad aprire i battenti già dopo l’abbuffata serale del giovedì di Thanksgiving. Secondo alcune stime, quest’anno la spesa dei consumatori nel Black Friday arriverà ad oltre 13 miliardi di dollari, con un incremento dell’1,6% rispetto allo scorso anno. Ma il bilancio continuerà a salire anche nel week end, considerato che entro domenica si spenderanno quasi 37 miliardi di dollari. E le file davanti ai negozi più ‘quotati’ sono davvero chilometriche. La direzione di Macy’s, l’iconico Department store sulla 34/ma strada di New York, ha fatto sapere che quando ieri ha aperto alle 18.00 c’erano già 15 mila persone in fila. Per contenere l’assalto ai negozi le vendite si sono spostate anche online, ma il risultato spesso è che i siti collassano, come è successo alla catena di elettronica Best Buy. I clienti non hanno potuto far altro che rassegnarsi alla scritta ‘We’re Sorry’ (siamo spiacenti). Dopo l’incidente del 2008, quando un dipendente Wal Mart ci rimise la vita dopo essere stato travolto dalla folla che cercava di entrare, i negozi fanno anche di tutto, nei limiti del possibile, per evitare incidenti. Alcuni sono ricorsi al classico bigliettino col numero, ma le resse continuano. E come già in passato, il Black Friday è diventato anche occasione per attirare l’attenzione durante le proteste di vario tipo. A Ferguson, in Missouri, decine di manifestanti indignati per la decisione del Grand Giurì di non incriminare il poliziotto che ha ucciso il 18enne afroamericano Michael Brown si sono radunati davanti ai grandi magazzini Target e Wal-Mart gridando slogan come ‘non c’è giustizia, non c’è pace’, oppure ‘no alla polizia razzista’ o ‘basta con i Black Friday’. Per ora non si segnalano arresti. E sempre nell’ambito delle proteste di Ferguson, nel web è stato anche dato il via ad una campagna per boicottare il Black Friday, che molti vip hanno rilanciato via Twitter. Alcuni dipendenti di Wal-Mart hanno invece programmato proteste in quasi duemila punti vendita in tutto il Paese per chiedere l’aumento del salario minimo a 15 dollari all’ora. La frenesia dello shopping da Black Friday da qualche anno ha contagiato anche il Regno Unito. Qui la ressa per i saldi è diventata violenta in alcuni centri commerciali e a Manchester è dovuta interventire la polizia. L’intervento degli agenti è stato richiesto anche in almeno quattro supermercati a Londra. (di Gina Di Meo/ANSA)

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